MOLINARI: «A NAPOLI MI SONO SENTITO SUBITO A CASA»

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L’ex guardia/ala dei partenopei: «Patron Grassi ha spinto enormemente per la mia riconferma».

È cresciuto nel settore giovanile della Pallacanestro Palestrina, avendo anche la possibilità di studiare. Due anni fa, infatti, si è laureato in Attività Motoria Preventiva Adattata. Nella passata stagione ha deciso di uscire dalla propria comfort zone, approdando alle pendici del Vesuvio. È rimasto stregato dalla città e rimarrà per svolgere un Master in Posturologia Clinica all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Parliamo dell’ex guardia/ala della GeVi Napoli Basket, Dario Molinari, che ha esternato le sensazioni in vista dell’avventura come responsabile della preparazione atletica del progetto “Paideia” in un’intervista esclusiva ad Hashtag 24 News.

Com’è stata la prima esperienza lontano da Palestrina?

«Quest’avventura è stata positiva, mi ha segnato incredibilmente. Mi è sembrato sin da subito di essere a casa. Sono riuscito a farmi apprezzare, ricevendo tanto affetto dalla splendida tifoseria napoletana».

Quali aspetti l’hanno spinta a sposare il progetto “Paideia”?

«È estremamente interessante, poiché diverse società sono riuscite ad unire le forze. C’è la strenua volontà di impostare un lavoro importante dal punto di vista tecnico e fisico. La direzione tecnica è affidata a coach Lamberti, con cui mi sto continuamente confrontando. È preparato e determinato. Patron Grassi ha spinto enormemente per la mia riconferma».

La scelta di non scendere sul parquet in questa stagione è basata sui suoi obiettivi futuri?

«A Palestrina ho ricoperto il doppio ruolo di preparatore atletico e giocatore della Serie B di coach Lulli. Ho fatto questo step per dividere i due ruoli, concentrandomi sul progetto “Paideia“».

Dove crede possano arrivare gli azzurri in Serie A2?

«L’organico è competitivo. È importante che ci siano molti elementi che hanno già giocato insieme. Hanno tutte le carte in regola per disputare un buon campionato. Credo che i playoff possano essere un obiettivo alla portata, perché nel roster figurano personalità spiccate quali Roderick e Sherrod, che possono essere fondamentali. Pian piano troveranno la quadratura del cerchio».




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