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GLI STUDENTI ITALIANI NON SANNO LEGGERE, L’OCSE: “VANNO MALE ANCHE IN SCIENZE”

Rapporto Ocse: solo il 5% dei 15enni ha una comprensione “totale” di ciò che legge, meglio in Matematica

La fotografia che arriva dalla nuova indagine Ocse-Pisa che valuta le competenze rispetto alla lettura, la matematica e le scienze è preoccupante per il nostro Paese. Uno studente su quattro ha difficoltà a confrontarsi con materiale non familiare o di una certa lunghezza e complessità e, di solito, han bisogno di essere sollecitato con spunti prima di potersi impegnare con un testo. In Italia si ‘bigia’ molto di più rispetto agli altri Paesi Ocse. Vanno male nella lettura e in scienze, sono in linea con la media Ocse in matematica. E oltretutto vivono in un clima scolastico poco appagante visto che in media, nei paesi Ocse, il 21% degli studenti ha saltato una giornata di scuola mentre in Italia il 57% degli studenti ha “bigiato”. La fotografia che arriva dalla nuova indagine Ocse-Pisa che valuta le competenze dei 15enni rispetto alla lettura, la matematica e le scienze è preoccupante per il nostro Paese.

Italia hanno partecipato al test Pisa 11.785 studenti, in 550 scuole, rappresentativi di 521.223 studenti quindicenni. La prestazione media dell’Italia è diminuita, dopo il 2012, in lettura e in scienze, mentre si è mantenuta stabile (e al di sopra del livello osservato nel 2003 e 2006) in matematica. Il rendimento in lettura è diminuito in particolare tra le ragazze (ed è rimasto stabile tra i ragazzi) mentre il rendimento in scienze è diminuito in modo più marcato tra gli studenti con i risultati più elevati, in misura simile sia per i ragazzi sia per le ragazze. Un quadro a tinte fosche che riguarda tutti gli istituti: ad eccezione della formazione professionale, si osserva un decremento delle competenze in lettura rispetto al ciclo del 2000 (in media -26 punti) e rispetto a quello del 2009 (in media -20 punti). Nei licei la performance media diminuisce anche rispetto al 2012 (-16 punti), negli istituti tecnici si registra un peggioramento rispetto al 2012 (-18 punti) e al 2015 (-16 punti). Per quanto riguarda la lettura gli studenti che non raggiungono il livello 2 (low performer) spesso hanno difficoltà a confrontarsi con materiale a loro non familiare o di una certa lunghezza e complessità. Di solito, hanno bisogno di essere sollecitati con spunti o istruzioni prima di potersi impegnare con un testo. A livello medio Ocse, circa il 77% degli studenti raggiunge almeno il livello 2 e l’Italia presenta una percentuale analoga alla percentuale media internazionale. Se ci si concentra sui livelli più elevati della scala, quelli che permettono di definire uno studente top performer (i livelli 5 e 6), il 5% degli studenti italiani raggiunge questi livelli mentre a livello medio internazionale tale percentuale è di circa il 9%.

Gli studenti italiani sono più bravi nei processi di comprensione e di valutazione e riflessione piuttosto che nell’individuare informazioni. Le ragazze vanno meglio dei ragazzi in tutte le macro-aree geografiche del nostro Paese, con differenze di punteggio che vanno dai 19 punti del Nord Ovest ai 35 del Sud Isole. Di là dei numeri dall’indagine emerge che molti studenti con risultati elevati hanno ambizioni inferiori a quanto ci si aspetterebbe sulla base del loro rendimento scolastico, soprattutto tra gli studenti con livello alto di rendimento che sono svantaggiati dal punto di vista socio-economico. Tra gli studenti svantaggiati con alto rendimento all’incirca tre su cinque si aspettano di completare l’istruzione terziaria, contro sette su otto studenti socio-economicamente avvantaggiati con alto rendimento. Le aspettative di carriera degli studenti 15enni con i risultati più elevati rispecchiano forti stereotipi di genere. Tra gli studenti con alto rendimento in matematica o scienze, circa un ragazzo su quattro in Italia prevede di lavorare come ingegnere o professionista scientifico all’età di 30 anni, mentre solo una ragazza su otto si aspetta di farlo.

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