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Governo, Draghi vuole chiudere: tra oggi e domani i sottosegretari 

Si chiude oggi. È questa la sensazione che circola tra i partiti che sostengono la squadra di Mario Draghi.

Diverse fonti della maggioranza confermano che i contatti con Roberto Garofoli – che ha in mano i dossier dei sottosegretari – sono stati numerosi e l’ipotesi è che già oggi, nel corso del Consiglio dei ministri (convocato alle 9,30) si possa procedere con la nomina del sottogoverno. “Se ci fosse un ritardo – spiegano fonti qualificate – è solo per ragioni tecniche”, quindi legate ai decreti di nomina. In questo caso lo slittamento sarebbe a martedì con contestuale giuramento a palazzo Chigi. La fretta non è solo di forma, ma anche di sostanza. La commissione Bilancio della Camera sta andando a rilento sul Milleproroghe proprio a causa della mancanza di queste figure che devono cimentarsi e fare la sintesi sulla pioggia di emendamenti presentati al dl. Per questo l’ex della Bce vuole chiudere la partita per evitare che l’attività parlamentare si areni su quella che alla fine resta una prova muscolare tra partiti. Gli scogli, tuttavia, non sono stati tutti superati. Le caselle che sarebbero spettate al Movimento 5Stelle, ma che sono rimaste vacanti per le espulsioni, sono state rivendicate da più leader, anche in nome dell’equilibrio sia come rappresentanza parlamentare che per ministeri incassati – di più o meno peso – nella formazione dell’esecutivo. E su questo ragionamento che si fonda l’ipotesi di un ingresso dei tecnici per il titolare del Mef, Daniele Franco, come del resto anche Vittorio Colao per il suo dicastero. Restano comunque ferme per le caselle più importanti le indicazioni dei partiti. A via XX Settembre dovrebbero comunque arrivare le riconferme di Misiani (Pd) e Castelli (M5S), con l’aggiunta della Lega che vorrebbe esserci con Bitonci. Matteo Salvini, poi, e lo ha ripetuto più volte, vuole piazzare una sentinella al Viminale preferendo il più mite Candiani al divisivo Molteni. Al fianco di Lamorgese i dem vorrebbero mantenere Mauri, come del resto si aspettano la riconferma di Martella all’editoria.

Quello che emerge dalle trattative delle ultime ore è che i pentastellati potrebbero ottenere tra i 9 e i 10 sottosegretari, il Carroccio 9, il Pd e Fi 7, due a Italia Viva (un viceministro e un sottosegretario), uno a Leu e un’altro a scelta per i piccoli gruppi politici che sostengono l’esecutivo. Nei ministeri chiave, come la Giustizia, il nome più ricorrente in quota 5Stelle è quello di Businarolo, in quota Italia Viva c’è Lucia Annibali e tra gli azzurri Francesco Paolo Sisto. Per i cinquestelle, ridotta la rosa, ci sarebbero Pier Paolo Sileri (Salute), Stefano Buffagni (Transizione ecologica), Giancarlo Cancelleri (Mit), Carlo Sibilia (Interno). Tra le novità Gilda Sportiello (Sud), Luigi Iovino (Transizione digitale). Nella quota affidata al segretario Pd, Nicola Zingaretti, dovrebbero esserci 5 nomi femminili Sandra Zampa (Salute), Simona Malpezzi (Rapporti con il Parlamento), Lorenza Bonaccorsi (Turismo), Marina Sereni (Esteri), Antonio Misiani (Mef), Andrea Martella (Editoria o Sport).

Ma potrebbero essere in partita anche Marianna Madia (Transizione ecologica) e Valeria Valente (Giustizia). In Forza Italia ancora probabili Valentino Valentini agli Esteri, Gilberto Pichetto Fratin all’Economia, Maria Rizzotti alla Salute, Francesco Battistoni all’Agricoltura, e dall’Udc sarebbe stato indicato Antonio Saccone

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