GOVERNO M5S-PD. LA FORZA DELLA DISPERAZIONE COME COLLANTE

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Detto che sarà innanzitutto la forza della disperazione dei Cinquestelle, dei Renziani a dei Berlusconiani (tuttti a rischio estinzione o a rischio di forte ridimensionamento in caso di voto anticipato) a favorire la nascita di un nuovo Governo, per la Politica Italiana si profilano i giorni della serietà (ammesso e non concesso che gli Uomini dei Palazzi siano in grado di esprimerla). In questa ottica sarebbe allora opportuno smetterla col chiacchiericcio, con l’uso di parole inadeguate (es. “Ribaltone”, “Inciucio”, Accordicchio”) col mostrarsi schifiltosi tra Quanti (Cinquestelle e Dem) hanno tanto da farsi perdonare dai rispettivi elettori.

Dallo zerbinaggio Cinquestelle nei confronti di Matteo Salvini alle rimpinzate di pop corn dei renziani, nell’ultimo anno M5s e Pd hanno gareggiato a sbagliare. Una nota canzone napoletana dell’immediato Secondo Dopoguerra dice “Scurdammoce ‘o passato”. Esortazione post-bellica da raccogliere da parte delle Due Forze Politiche. Per andare avanti…

Stop dunque a rancori e a rinfacci. Si cominci a lavorare alla scrittura di un contratto serio dalla forte impronta ambientalista e sociale.

Non sarà figlio di un ribaltone il prossimo Governo M5s-Pd. E’ una interpretazione – questa – diffusa dai Salviniani; un teorema che possono bersi soltanto gli Ignorantoni che – all’oscuro del Galateo Parlamentare – ragionano con la pancia; un teorema che possono cavalcare soltanto quei mass media oscurantisti e retrivi vicini all’ammaccato Leader della Lega. Ribaltone significa – infatti – usare i voti di una parte e portarli dall’altra. Qui i voti restano dove gli elettori li avevano collocati nel marzo 2018.

Detto ciò Pd, M5s, Leu e Quanti altri ci stanno a formare il Nuovo Esecutivo lavorino alla Pars Costruens  Per quanto riguarda Quella Destruens ciascuno riconosca e rifletta sui propri errori. E ne faccia tesoro.

Nel M5s Luigi Di Maio parli poco e si faccia vedere in giro il meno possibile, la sua manifesta Debolezza ha fatto da passepartout a tutte le nefandezze salviniane. Faccia altrettanto Alessandro Di Battista, un po’ Disertore e un po’ inutile Grillo Parlante. Si dia spazio a Roberto Fico e a Nicola Morra, si cerchi di recuperare il Comandante Gregorio De Falco… E non si trasformi in questione di vita o di morte il taglio del numero dei Parlamentari. E’ una misura-bandiera che piace alla maggioranza degli italiani ma che certamente non cambia la vita degli Stessi. Oscurata nell’occasione, la Piattaforma Rousseau (la nuova linea è stata decisa tra gli Intimi di Casa Grillo) la si ridimensioni nel ruolo, sia soltanto un misuratore del sentiment degli iscritti e nulla più. E si pensi a costruire il Partito;

nel Pd ci si affidi a Nicola Zingaretti, a Dario Franceschini a Goffredo Bettini e a Graziano Delrio; si recuperi Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi – già appagato per aver fatto superare senza danni la bufera alle sue Legioni senatoriali – si tenga in disparte. E si lasci perdere il Pariolino in cerca d’Autore Carlo Calenda, Uno che si crede Chissàcchì.

Tra Cinquestelle e Dem – per concludere – basta chiacchiericcio, parole in libertà e si evitino inutili e dannose polemiche rivolte al passato. Abbiano la capacità di proiettarsi verso il futuro! Sempre che Costoro ne abbiano la capacità e che vogliano fare sul serio…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

20/08/2019    h.10.00




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