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IL CANCRO IN ITALIA È UN KILLER: I MALATI SONO 3 MILIONI E 300MILA

Il 57,5% dei malati di cancro ha speso di tasca propria in media 406 euro all’anno

I malati di cancro in Italia sono circa 3.300.000, di cui quasi 700 mila in trattamento. Per loro il Servizio sanitario nazionale spende circa il 14% della spesa sanitaria complessiva, una quota pari a circa 16 miliardi di euro (dato stimato per il 2018) che comprende tutta la filiera dei servizi sanitari attraversati dal paziente oncologico (di prevenzione, diagnostici, specialistici, ospedalieri e chirurgici, farmaceutici, radioterapici, domiciliari e residenziali). Il dato è frutto di uno studio innovativo inserito nell’11° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici promosso da Favo e realizzato da Datamining, in collaborazione con Aimac, Int di Milano e Pascale di Napoli, presentato oggi in Senato in apertura dei lavori della 14ª Giornata nazionale del malato oncologico. Nonostante l’innegabile impegno del sistema pubblico, il malato di cancro è chiamato spesso a mettere mano al portafoglio per sopperire ad una serie di esigenze sia di tipo medico che assistenziale, evidentemente non del tutto compensate dall’assistenza pubblica. Rispetto all’analoga indagine effettuata da Favo nel 2012, in questa nuova ricerca si rileva una sostanziale sovrapponibilità dei dati che fissano a quasi 5 miliardi di euro la stima complessiva annua della spesa sostenuta direttamente dai malati (2miliardi e 635 milioni per spese mediche e 2miliardi e 243milioni per spese non mediche).

Entrando nel merito delle singole spese e rapportandole a ogni malato, l’indagine Favo, realizzata mediante interviste ad oltre 1200 malati ed altrettanti caregiver nei 34 Punti informativi di Aimac, attivi nei maggiori Centri oncologici, rileva il seguente scenario: il 57,5% dei malati rispondenti all’indagine (corrispondenti a circa 1milione e 900 mila pazienti affetti da cancro) ha speso per visite ed accertamenti diagnostici in media 406 euro all’anno (156,4 euro per prestazione, per una media di 2,6 prestazioni in un anno); il 39,3% (pari a circa 1milione e 300mila malati) ha speso per trasporti in media 797,5 euro in un anno; il 38,7% (pari a 1milione e 280mila malati) ha speso per visite post-diagnosi in media 336 euro all’anno (140,2 euro per prestazione, per una media di 2,4 prestazioni in un anno); il 32,8% (pari a 1milione e 80mila malati) ha speso per esami radiologici, medicina nucleare e prelievi in media 270 euro all’anno (66 euro a prestazione, per una media di 4,1 prestazioni in un anno); il 24,8% (pari a quasi 820mila malati) ha speso per farmaci non oncologici in media 457 euro all’anno (46,2 euro per prestazione, per una media di 9,9 prestazioni in un anno); il 17,8% (pari a 587mila malati) ha speso per diete speciali in media 378 euro all’anno (90 euro a prestazione, per 4,2 prestazioni in un anno); il 16,4% (corrispondente a 541mila malati) ha speso per presidi (protesi, parrucche, ecc.) in media 777 euro in un anno (648 euro a prestazione, per una media di 1,2 prestazioni per anno); il 15,7% (pari a 518mila malati) ha speso per spese alberghiere e vitto in media 1.180 euro in un anno (159,5 euro a prestazione, per 7,4 prestazioni in un anno); il 5,4% (corrispondente a 178mila pazienti) ha speso per colf, assistenti domiciliari e badanti in media 1.371 euro in un anno; il 4,9% (pari a quasi 162mila malati) ha speso per la chirurgia ricostruttiva in media 2.603,5 euro a prestazione, per una media di 1 prestazione per anno; altri trattamenti (presidi medici, trattamenti complementari o integrativi, fisioterapia) hanno comportato una spesa media per prestazione tra 50 e 300 euro.

La stessa indagine Favo – Aimac ha esplorato poi le condizioni di vita dei malati di cancro segnalando un consolidamento dell’area del disagio per i malati di tumore e per chi li assiste. Il disagio si avverte soprattutto negli aspetti relativi a lavoro e reddito.

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