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IL DALAI LAMA ATTACCA TRUMP: “MANCA DI PRINCIPI MORALI”

Secondo il leader buddista “Il Presidente Trump ha imposto il principio dell’America first”

Il Dalai Lama critica Donald Trump e la sua politica affermando che il presidente americano “manca in principi morali”. “Quando è diventato presidente ha affermato il principio dell’America first, questo è sbagliato, l’America dovrebbe avere una responsabilità globale”, ha detto in una lunga intervista televisiva concessa alla Bbc. In particolare l’83enne leader spirituale tibetano ha criticato le posizioni del presidente Trump in materia di clima, con il ritiro degli Usa dal trattato di Parigi, e di migranti. “Quando ho visto le immagini di quei bambini, mi sono rattristato”, ha detto riferendosi alla situazione sul confine tra Usa e Messico. Duro anche il giudizio umano e caratteriale: “un giorno dice una cosa, un altro un’altra cosa, ma io credo che non abbia principi morali”, afferma il Premio Nobel per la Pace che ha incontrato diverse volte il predecessore di Trump, Barack Obama, ed ha ricevuto da George Bush la medaglia del Congresso, provocando le proteste della Cina. Trump finora, racconta ancora il Dalai Lama, non gli ha rivolto nessun invito. Il Dalai Lama fu ricoverato lo scorso 10 aprile. Nelle ore precedenti aveva denunciato dei dolori al petto e i medici gli hanno diagnosticato una infezione polmonare. Nulla di troppo grave, a sentire i collaboratori più stretti. “Sarà curato per due o tre giorni qui”, ha dichiarato Tenzin Taklha, il suo assistente personale. Con il passare degli anni e il venir meno delle forze il ha progressivamente ridotto la sua agenda di impegni internazionali, e dal 2016 non ha più incontrato leader stranieri, dalla loro sempre più preoccupati di suscitare le ire di Pechino. Qualche mese fa alcuni media cinesi e indiani avevano parlato di un aggravarsi delle sue condizioni di salute, voce poi smentita in un’intervista a Repubblica. La questione della successione però resta di estrema attualità. Il 19 marzo, in un’intervista all’agenzia Reuters, il leader tibetano ha affermato che dopo la sua morte è possibile che la reincarnazione sia trovata in India, non come da tradizione in Tibet, e che ogni successore nominato dalla Cina non sarebbe riconosciuto dai fedeli. Parole a cui Pechino ha replicato che il Dalai Lama si dovrà reincarnare rispettando la legge cinese.

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