IL FILM DELLA VITA PREMIATO DA “SCIENCE”, SVOLTA PER LA RICERCA BIOMEDICA.

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La scienza e i processi biologici raccontati in un film grazie ad una tecnologia che rivoluzionerà la scienza biomedica. Premiato il film della vita in Hd: è il racconto più dettagliato mai fatto della straordinaria avventura che porta le singole cellule a formare tessuti e organi. Le scene di questa pellicola vengono girate quotidianamente nei laboratori di tutto il mondo, grazie a tre tecniche che promettono di rivoluzionare la ricerca biomedica nei prossimi 10 anni: per la prima volta, infatti, consentono di isolare migliaia di singole cellule dall’organismo per poi analizzarne l’attività dei geni e seguirne lo sviluppo nel tempo.

Il film in HD realizzato con tre tecniche, in 10 anni sconfitti tumori e malattie rare.

Un risultato così importante, anche per la lotta contro malattie come il cancro e il diabete, da essere premiato come scoperta scientifica dell’anno dalla prestigiosa rivista Science. I voti ottenuti dalla giuria tecnica dei redattori e da quella popolare dei lettori sono stati così tanti da sbaragliare la concorrenza di altri importanti eventi scientifici che hanno costellato il 2018, come la scoperta della prima sorgente dei neutrini messaggeri della nuova astronomia, catturati in Antartide dall’esperimento IceCube, o lo tsunami del movimento #metoo che ha travolto anche il mondo scientifico. Tim Appenzeller, caporedattore di Science, spiega: “Queste tecnologie permettono di creare uno dei film più straordinari mai realizzati, mostrando come una singola cellula cresce per formare complessi tessuti e organi negli animali adulti”. Lo studio dei geni che si accendono e spengono in ogni cellula durante lo sviluppo permetterà ai ricercatori di scoprire cosa può andare storto nella formazione dell’embrione, ma anche nell’insorgenza di malattie come il diabete e i tumori. Un passo fondamentale per aprire la strada alla medicina rigenerativa del futuro. Nel corso del 2018 queste tecniche sono state applicate per la prima volta in maniera estensiva a diversi vertebrati, come il pesce zebra e la rana, trovando risposte a domande fondamentali dell’embriologia. Sebbene non possano essere applicate direttamente sugli embrioni umani, vengono già usate su tessuti umani e mini-organi prodotti in laboratorio (organoidi) per caratterizzare i singoli tipi di cellule. Una delle applicazioni più importanti porta la firma del consorzio internazionale Human Cell Atlas, che sta creando un atlante delle differenze genetiche che distinguono le cellule del corpo umano.




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