Il Kobe Memorial Park rende Napoli famosa in tutto il mondo

La morte di Kobe Bryant, campione NBA con la maglia dei Los Angeles Lakers numero 8 prima e 24 poi, ha scosso tutto il mondo del basket e non solo

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Ricordato e pianto in tutto il mondo, da sportivi e non, viene ricordato anche da artisti napoletani come Jorit che con la loro street art hanno voluto ricordarlo. Un murales al campetto di Montedonzelli, a Napoli, fatto lo scorso 29 gennaio, resterà nel cuore di tutti. il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha preso un impegno con tutti quanti noi, quello di mettere in sicurezza l’intero parco ma l’emergenza in atto ha interrotto tutto per forza di cose.

Appena è stato possibile ripartire, ecco di nuovo tutti in corsa per portare a termine quanto promesso e garantito dalle Istituzioni. Nella giornata di ieri è stato fissato un nuovo sopralluogo per installare telecamere di videosorveglianza e ipotizzare tutti gli interventi necessari per proteggere un bene che deve diventare un vanto di tutta la città e punto di riferimento dei campetti italiani. Un murales che ha oltrepassato i continenti e di cui hanno parlato tutti, Slam (con anche il like di LeBron James),  ESPN, Ball is Life, pochi giorni dopo la morte del campione NBA. Un murales che è stato visto da milioni di persone in tutto il mondo.

Il 2 febbraio la presentazione ufficiale, grazie all’idea di Venice Basketball League, con la presenza di bambini e appassionati, il campetto di Montedonzelli diventava il Kobe Memorial Park. Chi di noi ad esempio, non ha mai sentito parlare di Kobe Bryant? Probabilmente solo chi è stato su un’altra galassia! Bryant.. un giocatore che ha dato spettacolo, che ci ha entusiasmato facendoci innamorare di questo sport meraviglioso, che ci ha fatto stropicciare gli occhi per l’incredulità delle sue giocate fatte in campo, trascinando i suoi Los Angeles Lakers sul tetto del mondo per ben 5 volte. Un giocatore che negli anni si è guadagnato il rispetto anche dei suoi avversari/ “fratelli” (come ha detto Michael Jordan nel discorso allo Staples Center). È stato un momento di grande orgoglio per la città di Napoli che, come cantava Pino Daniele è “e mille culure”, colori di culture ed etnie diverse che ha fatto conoscere al mondo intero anche l’amore per la palla a spicchi.

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