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IL M5S MOSTRA I MUSCOLI E BLOCCA LO “SFASCIAITALIA” LEGHISTA.

Bastardi dentro. Viene da evocare il titolo del divertente film di qualche anno fa di fronte all’ennesima trovata di ispirazione leghista. Un progetto dal sapore filo-secessionist.

È proprio vero, il gene della secessione spunta quando uno meno se l’aspetta. È come l’herpes, quel fastidioso virus che flagella gli organismi temporaneamente indeboliti. Accade così che Quello che pontifica “Prima gli italiani” aggiunge alla frase il complemento di specificazione: “del Nord”.

“Prima gli italiani del Nord”, significa dunque l’imperativo categorico di Matteo Salvini. Un mantra ripetuto a pappagallo in occasione degli arrivi di disperati dal mare”.

“Non creare cittadini di serie A e di serie B”. “Il ruolo del Parlamento è a rischio”. “È incostituzionale partire dalle regioni più ricche”. “Niente squilibri o regionalizziamo anche il debito”. Le voci e gli ammonimenti sono quelli dei Cinquestelle. La riunione di ieri a Palazzo Chigi con all’ordine del giorno le autonomie regionali si rivela un flop, la riforma va in alto mare…

Uno schiaffo al Sud e un regalo al Nord, uno sberleffo alle regioni povere del Paese e un sorriso e una carezza a quelle ricche. È questo il senso, è questa la morale della favola della riforma fondata sulle autonomie territoriali caldeggiata dai leghisti alla quale si è accodato anche il rincitrullito presidente della Regione Emilia Romagna, il piddino post-renziano Stefano Bonaccini.

Volendo metterla sullo scherzoso è un tentativo – insomma – di costruire il “Muro di Rimini” simile a quello di Ancona vagheggiato dal comico Maurizio Ferrini nella seconda metà degli anni Ottanta in “Quelli della Notte”, il fortunato programma tv di Renzo Arbore.

A tornar seri, quella ipotizzata da Salvini e dai Presidenti della Lombardia, del Piemonte e dell’Emilia Romagna è una forma di Federalismo mascherato con incorporato virus della secessione. Detto papale papale è questo il vero volto dell’agognata – dai leghisti – autonomia territoriale. Un modo per fregare i deboli senza neanche ricorrere all’uso della vaselina.

Ha ragione il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris nel bollare il progetto come anti unitario: “Con questo provvedimento – denuncia – si vuole dissolvere l’unità nazionale e aumentare le disuguaglianze; io sono favorevole all’autonomia, ma il governo deve garantire l’unità nazionale e quindi stare più vicino ai cittadini e concedere forme di opportuna autonomia alle città. Invece quella attuale mi sembra una forma di secessione dei ricchi”.

E fanno bene i Cinquestelle ad osteggiare la Riforma. Lo stop in Commissione imposto dal M5s è da applausi! Con i Barbari è giunta l’ora di alzare la voce. Costi quel che costi!

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