IL MARE IN CAMPANIA È “STABILE”, L’ARPAC: “STESSI VALORI DEL 2019”

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Nel 2019 Arpac ha effettuato 2500 prelievi e 5mila analisi su 480 chilometri di costa

“La classificazione delle acque di balneazione in Campania risulta stabile nel 2020 rispetto all’anno precedente”. Lo annuncia il commissario straordinario Arpac, Stefano Sorvino, all’indomani della pubblicazione, nel Bollettino ufficiale della Regione Campania, della delibera di Giunta regionale che classifica i tratti di costa campani in base ai prelievi effettuati dall’Agenzia ambientale negli ultimi quattro anni. Sorvino evidenzia che “in termini percentuali risulta invariata la balneabilità in Campania” che si attesta complessivamente su valori “più che soddisfacenti con il 97 per cento di costa balneabile sul totale della costa monitorata da Arpac a fronte del 3 percento di costa non balneabile. Si tratta – aggiunge – delle stesse percentuali riscontrate nei due anni precedenti”.

Dal conteggio resta esclusa la quota di litorale ‘vietata a prescindere’ dal monitoraggio Arpac pari a circa 60 chilometri di costa su cui insistono porti, strutture militari, canali e foci di fiumi non risanabili. “L’88 per cento della costa monitorata dall’Agenzia è risultata di qualità eccellente – osserva il commissario Arpac – e anche in questo caso si tratta di una percentuale identica a quella riscontrata l’anno precedente”. La delibera di Giunta regionale approvata alla fine del 2019 determinerà la balneabilità all’inizio della stagione balneare 2020. La classificazione è stata elaborata dall’Unita’ operativa Mare Arpac, diretta da Lucio De Maio, attraverso calcolo statistico degli esiti analitici dei controlli delle ultime quattro stagioni balneari (2016-2017-2018-2019), come prevede la normativa. A ciascuna delle 328 acque in cui è suddiviso il litorale campano è stata attribuita una specifica classe di qualità.

Le acque risultate di qualità sufficiente, buona, eccellente e quelle di nuova classificazione saranno da intendersi balneabili a inizio stagione balneare, mentre, per quelle risultate scarse, i sindaci dei comuni interessati dovranno emanare un divieto di balneazione. Il divieto potrà essere revocato al verificarsi delle condizioni di legge che ne attestino il risanamento. Dal 1 aprile fino al 30 settembre, con l’ausilio della sua flotta di otto imbarcazioni, Arpac sarà impegnata in un nuovo ciclo di monitoraggio. Le acque dichiarate balneabili a inizio stagione balneare potranno entrare in divieto temporaneo qualora, nel corso del monitoraggio, dovessero superare i limiti di concentrazione previsti dalla normativa per i parametri indicatori di contaminazione fecale. Tutti i dati saranno diffusi “in tempo reale” non appena disponibili sul sito web dell’Agenzia e su un’apposita app per dispositivi mobili. Secondo i dati, nel 2019 Arpac ha effettuato più di 2500 prelievi e oltre 5mila analisi lungo circa 480 chilometri di costa.




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