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IL PARIOLINO CALENDA INDOSSA I PANNI DI CHEF DEL PD. E PREPARA MARMELLATA DI CARIATIDI.

“Massì, ormai siamo simili, siamo interessati a un progetto comune”. Prove di marmellata. Il pariolino del Pd Carlo Calenda chiama, il fedelissimo berlusconiano Paolo Romani risponde. Calenda – lo stresso che non riuscì ad organizzare nemmeno una cena tra i maggiorenti del Nazareno – lavora a una lista europea unitaria in funzione antipopulista e antisovranista. Un inguacchio. Tradotto per il volgo, Calenda sogna una nuova casa per i depositari dei Vecchi Poteri. Niente di nuovo sotto il sole, l’ispirazione è la stessa che dette vita al Pdl e al Pd. E ora – in sostanza – si cerca di ricomporre ciò che resta dell’originario progetto: fondere i falsi avversari.

L’ex ministro del Lavoro sogna una lista unitaria europea per contrastare l’annunciata avanzata populista.

Nel disegno del Pariolino ex ministro ovviamente non c’è traccia della Sinistra, ammesso e non concesso che questa esista ancora. Spettacolo di immensa tristezza. E dire che nel Paese dell’ex Capo Scout, del Puttaniere Emerito, degli Statisti per caso e delle cene eleganti, c’è ancora qualche impunito temerario del lessico che si azzarda a definire “politici” gli squallidi Quaquaraquà che inquinano i Palazzi. È forte la voglia di marmellata che si è impadronita degli interpreti della falsa Sinistra e della vera Destra. Come è subdola la posizione di Matteo Salvini, sempre più sgradevole, urticante e sgarbato nei video selfie, sempre più irrispettoso verso i morti nel Mediterraneo, sempre più scorretto e indelicato verso i Cinquestelle cofirmatari del contratto di governo. Ciliegina sulla torta, la partecipazione del Leader della Lerga alla cena elegante con le cariatidi dell’Ancien Regime. Una rimpatriata tra le vecchie e nuove tessere del mosaico del Sistema.

È stato questo il retrogusto del convivio organizzato dalla giornalista Annalisa Chirico per conto dell’Associazione “Fino a prova contraria”. Una rimpatriata tra esperti nel gioco delle parti, una cena tra finti avversari allietata da gustosi manicaretti, raffinate stoviglie e pregiate bollicine. Finti avversari che da tempo cercano di dividersi il Paese con liti posticce. Non a caso al galà non sono stati invitati esponenti del M5s, gli Antisistema per antonomasia recentemente e sempre più frequentemente tentati alla conversione sulla via di Damasco da Salvini. Una rimpatriata che ha cancellato ogni residuo dubbio sull’appartenenza al Sistema del ringhioso Leader della Lega, il ministro che riesce ad essere maleducato anche quando tace…

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