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IN COMA DA 14 ANNI, DONNA STUPRATA PARTORISCE UN BIMBO

Da Phoenix arriva una notizia allucinante, una donna in coma da 14 anni partorisce un bimbo nato perfettamente sano. Ma com’è stato possibile? I dirigenti sanitari puntano l’indice contro il personale infermieristico. La polizia ha già aperto un’inchiesta. Dalla clinica fanno subìto sapere: “Da oggi vieteremo agli infermieri maschi di visitare pazienti di sesso femminile da soli”. Era ora! Ecco i particolari della storia.

È accaduto in una clinica di Phoenix. La donna è ricoverata dal 2009, in stato vegetativo, in seguito ad un annegamento

Una donna in coma da 14 anni, ricoverata in una clinica dell’Arizona dal 2009, ha partorito un bambino perfettamente sano. La polizia di Phoenix ha aperto un’inchiesta per capire come lo stupro sia avvenuto all’interno della Hacienda Healthcare Skilled Nursing Facility senza che nessuno se ne sia accorto. Il nome della vittima della violenza, che si trova in stato vegetativo da quando rischiò di morire annegata nel 2005, non è stato diffuso per motivi di privacy. A diffondere la notizia è stata la Cbs. La Hacienda Healthcare, che nella sola Arizona segue circa 2.500 pazienti, ha già avviato un’indagine interna. “Andremo in fondo a questa vicenda. Per noi si tratta di un evento senza precedenti. Stiamo comunque già rivedendo i nostri protocolli – ha spiegato un portavoce – per garantire che tutti i nostri pazienti siano al sicuro”. Il governatore Doug Ducey si è detto “profondamente turbato” e pronto a mettere in discussione il contratto con l’azienda. Non è la prima volta che la clinica finisce nei guai. Nel 2013 un impiegato era stato sorpreso a fare “commenti inappropriati di natura sessuale” su quattro clienti. Gli spiacevoli incidenti erano venuti alla luce soltanto dopo diversi mesi e avevano portato al licenziamento immediato del responsabile. Una donna, che è voluta rimanere anonima, ha raccontato quello che era successo all’interno della clinica. “Provo rabbia e tristezza”, ha confessato la fonte segreta all’emittente Usa.

La vittima – totalmente incapace di difendersi o di chiedere aiuto – ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 e sono moltissimi gli infermieri e i medici che hanno accesso alla sua stanza. “Nessuno dello staff si era accorto che fosse incinta, fino a pochi giorni prima che partorisse. Aveva cominciato a gemere per il dolore, qualcosa chiaramente non andava. Non capivamo cosa avesse”. Il travaglio, pur con qualche difficoltà, è andato bene e il 29 dicembre la donna ha dato alla luce un maschietto. “Ovviamente la donna non poteva aiutare i medici in nessun modo. È stato un miracolo che non ci siano state complicazioni”. Pochi giorni fa la clinica ha comunque già stabilito una nuova regola: gli infermieri maschi non sono più ammessi all’interno delle stanza dove si trovi una paziente di sesso femminile a meno che non siano accompagnati da una collega. Non è chiaro, al momento, se la donna violentata – tramite i suoi familiari – abbia già contattato un avvocato. Due associazioni non profit, secondo quanto riporta Az Family, si sarebbero fatte avanti per aiutarla nella battaglia legale. Stando a quanto riporta il Washington Post, per ora non ci sono stati arresti e non è nemmeno chiari se la polizia abbia già individuato dei sospettati.

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