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Infortuni e testa altrove, GeVi asfaltata a Tortona.

La Bertram approfitta, ancora una volta, delle defezioni dell’avversario per far suo il match per 83-62.

Out Lombardi, out anche Mayo, Marini ed Uglietti colpiti duri; si può dire che la partita della GeVi, al Pala Oltrepo’, finisca ancora prima d’iniziare.

All’osso, ecco come è ridotta la rotazione azzurra, ed è questo il principale motivo della sconfitta.

Ma non solo: Napoli appare mettere presto in conto il risultato negativo, limitandosi a sporadiche dimostrazioni di superiorità fini a sé stesse, contornate da attacchi spesso poco lucidi.

Se pensiamo che il 7/20 da 3 finale è figlio di svariate conclusioni sbagliate in avvio di partita, le problematiche nascono soprattutto in area, dove il 15/37 al tiro condanna senza appello la formazione di coach Sacripanti, così come il fatto che gli assist latitino, segno di un attacco tutt’altro che fluido.

A ciò si aggiunga un secondo tempo in cui viene meno anche l’energia a rimbalzo, così la frittata è fatta.

Dichiarazione Coach Sacripanti: Abbiamo perso meritamente, complimenti a Tortona che ha condotto dall’inizio alla fine mettendoci in difficoltà. Noi abbiamo sparato a salve. Siamo rimasti in contatto fino all’intervallo, arrivando fino al -3, ma poi siamo stati ingenui a finire a -7. Nella ripresa eravamo in ritardo su ogni situazione, siamo in sofferenza e non possiamo nasconderlo. Speriamo di poter ricaricare energie in questa settimana, con la speranza di poter recuperare i giocatori. Sicuramente hanno contato le assenze di Mayo e Lombardi ma dovevamo avere qualcosa in più di tutti. Abbiamo sbagliato tanto, eravamo un po’ nervosi e stanchi. Si volta pagina facendo tesoro di questa sconfitta..

 

LA CRONACA

Non ci sono né Eric Lombardi, né Josh Mayo, tra gli azzurri, e la notizia non è certo di buon auspicio, sono Sandri e Monaldi a sostituirli in quintetto.

Parte bene la Bertram, Sanders (1/2 dalla lunetta), Mascolo e Severini siglano il 5-0 iniziale dei Leoni; la GeVi sparacchia da 3 senza troppe pretese e Fabi ne approfitta per aggiungere altri 2 punti.

La risposta di Pino Sacripanti è la zona 2-3 che riesce, momentaneamente, a spezzare il ritmo offensivo dei padroni di casa; anche Ramondino sceglie la zona e Napoli continua a non trovare il fondo della retina.

Da una palla inopinatamente persa da Sandri nasce il 9-0, ma finalmente Marini riesce, dopo ben 5 minuti, a trovare i primi due punti degli ospiti.

Sembra, così, sbloccarsi la formazione partenopea: Monaldi fa saltare a vuoto il difensore e mette la bomba dal mezzo angolo, tuttavia il trend positivo si ferma per le troppe palle perse.

Tortona riprova ad allungare con Cannon che, però, dice qualche parolina di troppo e si becca il fallo tecnico; poco male, l’ex Rieti supera se stesso in difesa, poi conclude il contropiede con uno schiaccione a due mani.

Napoli non ci vede chiaro in attacco, troppe volte la palla si ferma, permettendo ai padroni di casa di sporcare le traiettorie e di scappare nel punteggio (18-8).

Ci prova Uglietti a scuotere i compagni, in avvio di secondo quarto, arrivando alla realizzazzione al termine di un contropiede fulmineo.

Ma lo sforzo porta a poco: Iannuzzi è l’unico a fatturare, solo dalla lunetta, e gli azzurri riescono solo a rientrare sul -8.

Coach Ramondino varia tantissimo le difese: l’iniziale box and one si trasforma in zona 2-3 ma Napoli ha migliorato la mira e si riavvicina fino al -3 con Parks e Marini.

Ma la GeVi si ferma di nuovo in attacco; solo la scarsa mira a cronometro fermo della Bertram le permette di restare in scia (28-23), tuttavia l’asse Marini-Iannuzzi si accende e fattura per il nuovo -3, che non diventa il pareggio per via di un tiro che Klacar rifiuta nel momento peggiore: la conseguenza è il miniparziale di 4-0 con cui Tortona va al riposo sul 32-25.

La seconda metà di gara si apre con l’ottima difesa di Napoli da cui scaturisce il -5, grazie a 4 punti in fila di Monaldi.

Ma Tortona trova il bandolo della matassa: due triple di Mascolo e Fabi regalano il massimo vantaggio a coach Ramondino (42-31); Monaldi, però, non ci sta: prima costringe Mascolo all’infrazione di 8”, poi mette la bomba.

Al botta e risposta tra Sanders e Parks segue un altro miniparziale dei padroni di casa, arrivati a 4 triple consecutive: coach Sacripanti decide di fermare il tempo.

Napoli galleggia, senza troppe velleità di ricucire: Zerini s’inventa un gran canestro sull’assist di Monaldi, ma si addormenta poco dopo, concedendo a Cannon due punti facili.

Che gli azzurri non siano per nulla in partita, nonostante una difesa lunga, lo dimostra l’assurdità del fallo di Marini sulla tripla di Sanders che l’americano bianconero trasforma in un gioco da 4 punti che dà il +16 con cui si chiude il terzo quarto (59-43).

Piccola nota lieta in avvio di quarto parziale: Klacar segna la tripla frontale dopo una lotta più con sé stesso che con la difesa, tuttavia Gazzotti replica da distanza siderale.

È la pietra tombale della sfida: Napoli non c’è più, quasi accetta la batosta. Tortona tocca agilmente il +20, mentre gli azzurri pasticciano su entrambi i lati del campo.

Il resto del tempo passa senza alcun sussulto, con la GeVi da tempo già sull’autobus di ritorno.

Bertram Tortona-Gevi Napoli Basket 83-62(18-8;32-25;59-43)

Bertram Tortona: Cannon 15, Gazzotti 4, Ambrosin 2, Tavernelli 11, D’Ercole 1, Fabi 10, Mascolo 16, Severini 9, Sanders 15, Morgillo.All.Ramondino

Gevi Napoli Basket: Zerini 7 ,Iannuzzi  7, Klacar 3,  Parks 8 , Sandri  5, Marini 16, Mayo ne, Uglietti  5, Lombardi ne,  Monaldi  12, Coralic ne, Cannavina ne. All. Sacripanti.

 

IL COMMENTO

Con Mayo e Lombardi fuori, con Uglietti acciaccato dopo un colpo basso subito per un blocco, la sconfitta può starci tutta, precisiamolo.

Non va che la squadra abbia quasi accettato l’inevitabile, nonostante il riavvicinamento arrivato quando si è deciso di far girare il motore un pizzico più alto.

La sensazione che gli azzurri abbiano messo in conto la sconfitta è evidente dalle disattenzioni difensive da cui è scaturito l’allungo definitivo dei Leoni, sul finale di terzo quarto.

È un ragionamento che ci può stare, certo, ma che è poco comprensibile per il tifoso, che avrebbe voluto vedere almeno una squadra capace di lottare fino in fondo, come spesso accaduto in situazioni simili.

Sarà solo il parquet, a partire da domenica prossima contro Torino, al Pala Barbuto, a dire chi avrà avuto ragione.

 


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