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Ischia Street Art Gallery presenta Mimmo Di Caterino in “Lockdown/Social”

Arriva a Forio d'Ischia il nuovo intervento urbano taggato Ischia Street Art con un interactive performance di Salvatore Iacono

Sabato 30 maggio 2020, a partire dalle ore 10, nel sottopassaggio di via Giacomo Genovino, nel suggestivo panorama della Chiesa del Soccorso di Forio d’Ischia, il nuovo intervento urbano taggato Ischia Street Art. Si intitola Lockdown/Social, prima mostra “non-mostra” che fa del distanziamento sociale la sua ragione d’essere, mission e al contempo motivo stesso dell’exhibition. Protagonista dell’evento è lo street artist Domenico Mimmo Di Caterino, che esporrà al pubblico i suoi ultimi lavori, frutto dei ben sessanta giorni di isolamento.

 

L’urban exhibition, accompagnata da un testo critico del celebre writer inglese Banksy, ha lo scopo di realizzare il distanziamento sociale tra un lavoro e l’altro, lasciando quindi uno spazio libero che potrà essere riempito dalle interazioni dei visitatori-passanti, i quali potranno scegliere di lasciare la loro impronta. L’interazione con lo spettatore è infatti uno dei principi fondamentali che governano l’opera di Domenico Di Caterino, che spiega: «In realtà il vero autore è lo spettatore. Il lavoro è impostato sul senso dei linguaggi e dei processi artistici anteposti al prodotto, il valore del tutto in quanto processo è da cercare nel valore affettivo, simbolico e comunitario come fondamento di determinazione di un prodotto artistico». Nel testo critico, inoltre, Banksy racconta: «Mimmo Di Caterino non è un artista al quale è facile dare etichette, sicuramente non è un artista da Museo, ogni qualvolta è stato invitato a fare degli interventi in Musei pubblici (non pochi) ha fatto sempre in modo di non esserci e che gli spettatori su sua autorizzazione potessero prelevare i suoi pezzi, smontare la sua mostra e portarsela a casa, per poi ricondividerla via social network con un’utenza più ampia tramite selfie. Mimmo Di Caterino non è un artista da galleria, non considera il suo linguaggio un prodotto ma un processo, e anche quando ha esposto in galleria (non in poche gallerie) ha fatto in modo di non esserci e che il pubblico si portasse via il suo lavoro a costo zero evitando qualsiasi finalità di lucro da parte del gallerista».

Cosa hanno da temere gli artisti in questo particolare momento storico? Nella pratica nulla, perché il linguaggio dell’arte esiste e persiste

La mostra di Domenico Di Caterino realizza un intervento-installazione che pone interrogativi sullo stato della ricerca artistica in questo delicato momento storico, e sul futuro degli artisti stessi, proponendoli come se fossero all’interno di un social network: «Chissà cosa sarebbe stato se non ci fossero stati i social network e come sarebbe stata questa quarantena se vissuta con i soli linguaggi dell’arte, in un mondo esclusivamente tridimensionale – si chiede l’artista – e chissà quanto i linguaggi dell’arte contemporanea, oggi, siano realmente e solamente tridimensionali e siano davvero in relazione con lo spazio». La non-mostra intervento-installazione vuole dunque porre proprio queste riflessioni, con l’obiettivo di riappropriarsi della tridimensionalità del linguaggio artistico.

L’esposizione, Lockdown/Social, si sviluppa in una serie di opere (tecnica mista su plastica) realizzate da Di Caterino con i pochi strumenti che aveva a disposizione in quel momento, quasi a significare come, nel bel mezzo del lockdown, l’unico strumento di comunicazione possibile, per l’artista, fosse proprio il linguaggio dell’arte. Ad occuparsi dell’allestimento sarà Salvatore Iacono, gallerista/attivista e fondatore di Ischia Street Art, discussa anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola, nonché primo modello di galleria sociale e interattiva. Salvatore Iacono posizionerà, come in una galleria d’arte a cielo aperto, lungo tutto il muro del traforo di via Genovino, i pannelli di plastica dipinti, separati da uno spazio centrale di oltre 5 metri, a creare una lavagna virtuale marcata da spray colorati con su scritto Free Walls – Interactive Walls. Le opere verranno incollate alla parete di cemento e non saranno più recuperate, rimanendo esposte, quindi, alle intemperie del tempo, all’interno di uno spazio urbano in costante trasformazione.

Come nasce Ischia Street Art Gallery

Ischia Street Art Gallery è una “non-galleria” o un “anti-galleria”, come definita dallo stesso Iacono, uno spazio dedicato a espressioni, cultura e concetti di arte urbana che da anni dà voce a numerosi street artist nazionali e internazionali. Aperta a tutti, quest’area espositiva diventa soprattutto luogo di riflessione, di dialogo, di provocazione senza censure, e addirittura strumento di rieducazione civica. Gli artisti che operano in questa galleria si sentono infatti liberi di divulgare messaggi, opere e progetti dai contenuti forti, che spesso raccontano fenomeni e temi sociali legati all’inquinamento, all’ambiente, alla sostenibilità, alla politica, alle religioni, al razzismo e alla violenza contro animali e persone. Questo centro d’arte supera, inoltre, il tradizionale concetto di galleria d’arte: Ischia Street Art Gallery fa sì, di fatto, che il visitatore diventi parte attiva e integrante dell’opera. Questi viene spesso coinvolto in prima persona, avendo quindi la possibilità di esprimere la propria creatività, o sue impressioni, direttamente sulle superfici già utilizzate dagli artisti. Altra particolarità di questa galleria è che è possibile sostenerla grazie alle offerte spontanee dei visitatori (a partire da 1 Euro), a donazioni (coordinate bancarie per bonifici IT92V0200839880000105187923), alle sovvenzioni o alle sponsorizzazioni finalizzate alla realizzazione di progetti esterni, e infine, grazie alla vendita diretta in galleria della grafica degli artisti presenti a prezzi molto popolari.

 

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