ISRAELE, CAOS AI VERTICI: SCENDE IN CAMPO IL LABORISTA EHUD BARAK

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Il  9 aprile i laboristi guidati da Gabbay avevano avuto il peggior risultato del partito di Israele

La vittoria incompleta di Benjamin Netanyahu nelle elezioni del 9 aprile ha aperto una fase di assestamento generalizzato nella politica d’Israele. Adesso tocca al campo della sinistra, e in particolare al Labor Party. Il 9 aprile i laboristi guidati da Avi Gabbay avevano avuto il peggior risultato nella vita del partito che è stato nei fatti l’organizzazione politica che ha fondato lo Stato di Israele e lo ha governato nei primi decenni della sua esistenza. Dopo giorni di critiche e polemiche feroci, Gabbay ha confermato che non si ripresenterà alle elezioni e quindi abbandonerà la guida del partito. Gabbay era stato criticato duramente anche perché dopo il voto del 9 aprile, con Netanyahu che non riusciva a trovare un maggioranza per un nuovo governo, il Likud aveva chiesto segretamente al segretario laborista di entrare nel governo con i 6 deputati che il partito aveva ottenuto.

Proprio quei 6 seggi che sono il peggior risultato nella sua storia. Gabbay aveva negoziato riservatamente, ma quando la storia era venuta fuori, nel partito c’era stata una mezza rivolta: nessuno voleva un’alleanza con il “corrotto” Netanyahu. Con le dimissioni di Gabbay, bisognerà pensare a un nuovo leader. Nelle ultime settimane è tornato a girare il nome di Ehud Barak, ex generale, ex segretario del partito, ex primo ministro e ministro della Difesa. Barak negli ultimi mesi da privato cittadino era entrato nel mercato del commercio della cannabis per scopi terapeutici, ma da qualche tempo ha iniziato ad accarezzare l’idea del rientro in politica. Venerdì scorso un gruppo di attivisti del Labor si è riunito sotto casa sua: lo hanno fatto scendere, hanno discusso con lui per una mezz’ora della possibilità di un suo rientro. “Siamo venuti qui da te con un messaggio forte e chiaro”, ha detto Hanoch Saar, uno dei manifestanti. “Israele è sotto il controllo di una mafia e di un primo ministro corrotto. Io, capitano Hanoch Saar, battaglione 890, classe di leva 1975, ti chiedo di ritornare. Il popolo di Israele ha bisogno di te!”.

Gli attivisti gli hanno chiesto di annunciare le sue decisioni al più presto: Barak aspetterà ancora qualche giorno, “le persone della mia età hanno bisogno di tempo per decidere”. In effetti quello che rimane l’ex militare più decorato nella storia di Israele ha 77 anni, e probabilmente la sua decisione verrà influenzata dal fatto che in tutti i sondaggi il Labor, nonostante la crisi di Netanyahu, viene dato a livelli di gradimento molto, molto bassi.




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