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La Camera dice sì, il decreto sicurezza è legge

Il decreto approvato in via definitiva con 396 voti favorevoli

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sicurezza. Dopo aver incassato il voto di fiducia ieri, stasera il provvedimento è passato a Montecitorio in via definitiva con 396 sì, 99 no. Il testo, che vara una stretta sui permessi di soggiorno e istituisce il reato di accattonaggio molesto, ora è legge.

I deputati della Lega si sono prodotto in una sola ola accompagnata da un lungo applauso. Non hanno applaudito i colleghi del Movimento 5 Stelle. Subito dopo il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha stretto la mano a Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento che gli era seduto accanto.

Maschere bianche sul volto per dire no a un provvedimento che creerà delle «persone invisibili», alias migranti e richiedenti asilo. È la breve protesta dei deputati del Partito Democratico, in Aula alla Camera, dopo aver annunciato il voto contrario al provvedimento che sta per diventare legge. «Quelle persone continueranno a esistere ma per voi sono invisibili, senza nome e senza volto ma noi non li scorderemo», ha detto il capogruppo Dem Graziano Delrio concludendo il suo intervento. 

Quattordici deputati del M5S non hanno votato il decreto sicurezza nell’Aula della Camera e altri 22, tra cui Luigi Di Maio, risultano in missione. Nella Lega gli assenti sono 4. Tra gli assenti 5 stelle ci sono anche alcuni che avevano manifestato il proprio dissenso sul provvedimento, come Luigi Gallo, Veronica Giannone, Riccardo Ricciardi, Doriana Sarli e Gilda Sportiello. “Non ho partecipato al voto, anziché votare contro, come segno di rispetto per il lavoro di chi si è speso per migliorare questo decreto. Con scarsi risultati, ha dichiarato Sarli. “Per come sono andate le cose alla Camera, non sono stati apportati miglioramenti per rendere il dl meno impattante sul tessuto sociale», le fa eco Sportiello. In totale gli assenti non giustificati M5S sarebbero 7-8. Tra questi anche Veronica Giannone, che non ha partecipato al voto per scelta.

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