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La GeVi cala il poker, battuta una volenterosa Stella Azzurra.

Decisivo il break nel finale di secondo quarto, con due triple che scavano il solco dal quale gli ospiti non riusciranno più a risalire

Canta Melendi, in una canzone diventata un inno all’allegria in Spagna, “voy caminando por la vida, sin pausa pero sin prisa”, così si presenta la Gevi Napoli alla sfida contro la Stella Azzurra Roma. Sin pausa, perché c’è tanto da lavorare per vedere espresso sul parquet il potenziale che, carta canta, i tifosi – ma, più o meno, tutti gli appassionati della Serie A2 – si aspettano di vedere, e la squadra ha messo sul piatto un lavoro quotidiano duro e costante, perché anche gli ostacoli come lo stop agli allenamenti per covid-19 non devono diventare alibi. Sin prisa, perché Josh Mayo, la stella, viene ancora tenuto precauzionalmente a riposo, trattato con guanti di lattice per averlo al 100% quando le avversarie saranno quelle costruite per contendere la promozione al roster biancoazzurro. Sorride, l’ex Varese, a smentita delle voci che lo davano in partenza, che ne mettevano in dubbio la soddisfazione di far parte di un gruppo solido come pochi negli ultimi anni; vuole essere vicino ai suoi compagni, far sentire la sua presenza nonostante l’inizio di stagione gli abbia riservato tanta sfortuna.

Di fronte si vedono facce pulite, con una barba incipiente o appena accennata, che dovrebbe far riflettere tanti: quanti ragazzini, non dotati del dono di natura che hanno quelli in forza alla Stella Azzurra, sono privati di fare quello che più piace loro, e che dovrebbero fare, piuttosto che “parcheggiarsi” davanti ad un computer, uno smartphone o una console? Tanti, senza contare quelli che non possono permettersi quanto menzionato. Perché il basket, in fondo, è proprio questo: una palla, un canestro, la trepidazione in quella parabola che non sai se ti farà brillare gli occhi, se la sfera bucherà la retina, o imprecare, se sentirai il sordo rumore del ferro infrangere quel tuo piccolo sogno. La squadra capitolina, uno dei vivai più floridi del movimento cestistico italiano, dovrebbe essere un costante memento per tutti coloro che minimizzano l’impatto di una tragedia umana e sociale come la pandemia da covid-19.

 

LA CRONACA

Quintetto classico per coach Pino Sacripanti, con Zerini e Lombardi ad agire sotto le plance, Parks in posizione di ala piccola, capitan Monaldi in regia e Marini a completare il pacchetto di esterni. Lombardi fa sua la palla a due ma non trova la retina dall’angolo, facendo sfumare la prima azione partenopea. Tuttavia l’ex Biella si riscatta prontamente, palla rubata in compartecipazione con Monaldi e contropiede fulmineo, and one che l’ala italonigeriana trasforma. Ancora Napoli a segno, Zerini arpiona il rimbalzo offensivo e deposita nel sacco, ma Roma non vuole fare lo sparring partner e trova i suoi primi due punti con Laster.
La Gevi difende strettissima, ne approfitta Parks che inchioda la schiacciata del +7 (9-2) dopo due liberi ottenuti nella precedente azione. Tra gli ospiti sarebbe atteso Nikolic, tuttavia è un altro balcanico a farsi notare: Menalo. Il croato ha tanta velocità e sfrontatezza, ma paga l’eccesso di energia con due falli in appena 3 minuti. Purtroppo per la Gevi, Zerini fa altrettanto, tuttavia gli azzurri non risentono dell’assenza del lungo titolare ed allungano ulteriormente con il 2/2 di Marini dalla lunetta. Si rivedono Thompson e Laster tra i capitolini,  il primo trova il canestro piedi a terra dall’arco e ricuce a -5 (11-6) ma poi il lungo con il 22 sulle spalle pasticcia in una ricezione e consente a Parks di “rubargli il portafogli” e colpire anch’egli dai 6,75.
La reazione ospite è nelle mani dei due USA, che accorciano fino al -4, ma ancora Lombardi si guadagna il fallo e capitalizza il viaggio in lunetta. Dopo il nuovo -4 di Nikolic, a cui risponde Parks dalla lunetta, Napoli, con l’entrata di Uglietti e Sandri, allunga la difesa ma viene punita dalla velocità di Thompson che segna in mezzo minuto 4 punti e riavvicina Roma al -2 palla in mano, solo una grande difesa di Uglietti evita il pareggio. L’ex Treviso sfrutta l’ingenuità di Giordano che commette un fallo antisportivo sciocco a difesa schierata; pur non capitalizzando del tutto il viaggio in lunetta, Uglietti dirige a regola d’arte il possess successivo, pescato Marini in angolo e tripla piedi per terra, poi Parks sigla il massimo vantaggio (24-16) locale, costringendo coach D’Arcangeli al time out. Dal minuto di sospensione esce una Napoli imprecisa che, con Iannuzzi e Sandri, spreca malamente il possesso e viene castigata dalla tripla di Laster. Solo una grande lettura difensiva di Klacar, sul taglio in backdoor di Giordano, evita che i romani rientrino ad un possesso di distacco. Al 10’ è 24-19.

Solo rimandato l’avvicinamento, Ndzie inaugura il secondo periodo con un buon canestro da sotto; la Gevi carica subito gli avversari di due falli, con Sandri che, procuratosi il viaggio in lunetta, ristabilisce le distanze. Ancora difesa allungata per Napoli, tuttavia Klacar si perde Giordano, lanciato a tutta velocità, costringendo Uglietti ad un fallo anche duro. Napoli, tuttavia, pasticcia troppo in attacco, per cui coach Sacripanti deve correre ai ripari rimettendo in campo Monaldi; è Iannuzzi il primo a beneficiare dell’ingresso del capitano, tuttavia ci vuole una nuova tripla di Parks per ricacciare indietro gli avversari (31-24); Uglietti avrebbe l’opportunità di firmare il +10 ma la sua tripla prende il primo ferro e si arrampica, beffarda, sul tabellone.
Si vede Cipolla, importante tra i capitolini nelle precedenti uscite, e si presenta al PalaBarbuto con un gran canestro in reverse, battendo Monaldi sul primo passo, il capitano si vendica con una tripla delle sue, poi Parks trova un surrogato di “sky hook” per il +10 (36-26). Sacripanti abbassa il quintetto, con Parks rilevato da Marini, la difesa ne giova in maggior dinamicità sui cambi ma Cipolla sfrutta bene il mismatch contro il folletto abruzzese per guadagnarsi due liberi, di cui – però – non ne trasforma nessuno. Giordano è una “trottola che va”, proprio come Taz dei Looney Tunes, forza il terzo fallo di Marini ma si perde dalla lunetta; la risposta azzurra è nelle mani di Lombardi, ancora a segno da 3, e Iannuzzi, bravo ad anticipare tutti e ribadire a canestro un altro tiro dall’arco di Monaldi che il ferro aveva sputato fuori. Roma, però, non si arrende: Thompson trova 4 punti consecutivi e riavvicina a 9 lunghezze (42-33 al 18’) i suoi, tanto basta a coach Sacripanti per decidere di prendersi un minuto per parlare alla squadra. Serve ancora una tripla di Lombardi, che ci ha preso gusto, per ricacciare a -11 la Stella Azzurra, ma la giocata da highlights è di Monaldi che, con una sterzata, fa sedere a terra Thompson. Ci pensa Sandri, ancora da 3, a chiudere il primo tempo, la Gevi ritorna ad un più tranquillo +14 (49-35).

Dagli spogliatoi, entrambe le squadre rientrano schierando i quintetti con cui avevano iniziato l’incontro; Napoli prova a giostrare palla con vari scarichi ma non ottiene che un fallo, di contro Zerini si vede rintanare dietro lo smile ed è costretto a commettere il – discutibile – terzo fallo che Menalo, però, non capitalizza a pieno dalla lunetta. Il giovane croato, poi, pecca d’inesperienza, ne approfitta Monaldi che fa 2/2 dalla linea della carità, poi Marini ritocca il massimo vantaggio Gevi (53-36). L’attacco di Roma sbatte più e più volte sulle maglie biancoazzurre, con due contese consecutive; l’eccesso di foga capitolino viene punito nuovamente da Marini, poi Napoli spreca ripetutamente l’occasione per allungare a +21 in una serie quasi infinita di extra possessi che rocambolescamente si ripetono senza che nessuna delle due compagini riesca a trovare il bandolo della matassa. È una fiera dell’errore, tra giocatori che scivolano, palle perse ingenuamente ed ancora conclusioni imprecise; D’Arcangeli non ci vede chiaro e chiede il time out.  Serve arrivare al 27’ per vedere finalmente bucare la retina, prima Thioune, poi Monaldi, mettono fine all’astinenza da canestri, ma la vetrina degli orrori non finisce di offrire raccapriccianti prodotti come un 1vs0, con relativo rimbalzo offensivo, non sfruttato da Sandri, è troppo per Pino Sacripanti che richiama subito in panchina i suoi per schiarir loro le idee. Dopo due liberi di un ottimo Lombardi, Zerini commette il quarto fallo, costringendo Sacripanti al cambio immediato; Sandri si fa perdonare la papera commessa in precedenza con un bel canestro dalla media, su assist di Lombardi, poi il coach azzurro decide che è il momento di Coralic. Il giovane balcanico viene salutato da un raddoppio a tutto campo dei difensori capitolini dal quale ne esce con calma olimpica. La Stella Azzurra è tutta nelle mani di Giordano, che si guadagna un bel canestro in penetrazione, poi Uglietti cerca una giocata NBA che Iannuzzi non riesce a correggere per il più classico degli alley-oop. Alla penultima sirena, la Gevi è avanti di 18 (61-43) nonostante una produzione offensiva a dir poco deficitaria.

L’inizio di quarto periodo assomiglia più ai primi minuti di una partita di play ground, con le due squadre che corrono all’impazzata affidandosi a idee individuali; Reale mette a segno i primi punti della quarta frazione dalla lunetta; nel frattempo, Napoli litiga con il ferro finché il tiro pesante, stavolta di Sandri, non torna in soccorso degli azzurri. È Uglietti, ora, a prendersi la scena; canestro e fallo antisportivo di Thompson, massimo vantaggio Gevi (67-46) e partita in ghiaccio. Sandri e Parks ritoccano ulteriormente il punteggio in favore dei padroni di casa, poi Laster inchioda una bimane piena di frustrazione per il risultato. Ancora Laster e Ndzie allungano il miniparziale per provare, almeno, a non subire un passivo troppo pesante. È Iannuzzi a porre fine al tentativo stellato; l’ex Brindisi lascia, poi, il posto a Zerini, sfogando una certa dose di rabbia al rientro in panchina. Per la terza partita consecutiva, Pino Sacripanti fa esordire un giovane, stavolta tocca ad Antonio Matera. La partita, intanto, viaggia sul 73-54 che sarà il risultato finale.

 

IL COMMENTO

Ancora troppi black out, come nel terzo quarto; Napoli si porta a casa un’altra partita d’inerzia, chiudendo sostanzialmente il match nel primo tempo, ma adagiandosi troppo nel secondo; solo una Stella Azzurra volenterosa quanto piena d’inesperienza ed ingenuità permette di scappare, ugualmente, nonostante i 10’ successivi al rientro negli spogliatoi siano degni di un horror di terza classe, ed il quarto periodo non sia tanto superiore, se ne facciamo una questione offensiva. Parks si accende solo per un tempo, Zerini è limitatissimo dai falli. Se Pino Sacripanti può sorridere, lo deve assolutamente alla sua panchina, con Sandri e Uglietti su tutti.

TABELLINO

GEVI NAPOLI – STELLA AZZURRA ROMA 73-54

GEVI NAPOLI
Parks 20, Lombardi 13, Sandri 11, Marini 9, Monaldi 7, Iannuzzi 6, Uglietti 5, Zerini 2, Klacar, Coralic, Tolino, Matera.

Rimbalzi: Lombardi, Uglietti 8
Assist: Monaldi 5

STELLA AZZURRA ROMA
Thompson 17, Laster 13, Giordano 8, Thioune 4, Cipolla 3, Reale 3, Nikolic 2, Ndzie 2, Menalo 2, Fokou, Ghirlanda, Innocenti.

Rimbalzi: Thioune, Thompson 9
Assist: Nikolic 2

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