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La GeVi ha due volti, sfiorato il colpaccio sul Baskonia (70-75).

Azzurri un po’ confusionari nelle prime battute di gara, l’aumento d’intensità difensiva li porta a sfiorare il clamoroso upset.

Jason Rich difende su Jayson Granger, foto twitter Saski Baskonia

Jason Rich difende su Jayson Granger, foto twitter Saski Baskonia

La difesa.

Da questo riparte la nuova Napoli targata, ancora una volta, Pino Sacripanti. Sono proprio i giri dell’intensità difensiva a rimettere in piedi una partita che pareva abbondantemente andata, e che sarebbe dovuta abbondantemente andare, vista la disparità dei valori in campo.

E invece la GeVi c’è e fa più di quanto ci si aspetti da una neopromossa, al primo test e già opposta ad una formazione di alta Eurolega.

Note positive arrivano dai nuovi Elegar (14+7r) e McDuffie (15), ma anche dalla vecchia guardia, con Lombardi decisivo nel parziale che riporta in partita gli azzurri, bravissimo a giocare anche da centro, e con il solito asfissiante Uglietti.

Serve un po’ più di autonomia per Rich, apparso presto stanco, mentre Velicka ha mostrato di essere molto in ritardo nell’inserimento, fattore che ne ha minato la fiducia al tiro.

Tra i baschi, invece, Fontecchio deve ancora assimilare ciò che gli chiede Dusko Ivanovic, mentre Nnoko (13+10r) e Peters (16) fanno la voce grossa nel pitturato, con Giedraitis pronto a sparare chirurgicamente da 3.

 

LA CRONACA.

Il primo quintetto della stagione della GeVi vede Velicka, Rich, Parks, McDuffie ed Elegar.

I primi punti, però, sono di Nnoko per il 4-0 baskonista. Il sorpasso azzurro è opera di Rich, autore di una gran tripla dal palleggio, ma Nnoko è il più in partita di tutti e pareggia.

La reazione del Baskonia è tutta in due bombe stilisticamente perfette di Giedraitis, coadiuvato da Peters e Fontecchio; Napoli prova a tenersi a contatto con Rich e Zerini; al 10’ baschi avanti 22-16.

Il secondo quarto si apre con l’intuizione di Zerini che pesca McDuffie per la bimane; il Baskonia, però, è squadra di altro livello e lo dimostra con Peters, rebus difficilmente risolvibile tanto per McDuffie come per Lombardi.

Gli uomini di Ivanovic scappano nel punteggio, ma gli azzurri non mollano, trovando anche qualche azione spettacolare come lo schiaccione di Elegar.

All’intervallo lungo è 46-31 Baskonia.

La squadra spagnola domina letteralmente i duelli fisici, tra gli azzurri brilla Elegar, unico a reggere l’impatto dei lunghi avversari.

Le maglie difensive degli uomini di Sacripanti si stringono e Mayo ispira per due alley-oop consecutivi. Proprio l’MVP dell’ultima coppa Italia di A2 riporta gli azzurri sotto la doppia cifra di vantaggio, ma la risposta è una tripla pazzesca di Giedraitis, con le mani di Zerini molto vicine.

Ma gli azzurri non si arrendono e reggono nonostante Enoch dia un cambio più che credibile a Nnoko e gli avversari non si facciano problemi nel pitturato, al 30’ gli azzurri hanno accorciato fino al -11 (50-61).

Il quarto quarto si apre con uno straordinario gioco da 4 punti di McDuffie, Granger risponde dall’arco, ma Lombardi inventa un grande passo d’incrocio, poi stoppa lo stesso Granger facendogli fare notte.

Gli azzurri accorciano fino al -4 con Velicka e Marini, Ivanovic prova a fermare il cronometro e l’inerzia, ma la difesa azzurra ha il coltello tra i denti e McDuffie accorcia ulteriormente (62-64), poi Velicka pesca Lombardi per la bomba frontale.

È un momento bellissimo per i ragazzi e per coach Sacripanti che si gode una difesa maniacale, serve una gran giocata di Giedraitis per riportare avanti il Baskonia, che poi allunga con Peters per il 65-68.

Ma c’è un incredibile Josh Mayo: bomba da 8 metri e pareggio.

Il Baskonia reagisce e si riporta sul +4 (69-73), Baldwin grazia gli azzurri in due occasioni, ma la tripla del pareggio di Mayo vede soltanto il ferro, finisce 70-75.

 

Coach Sacripanti, ai microfoni di Dinamo TV, ha commentato così l’incontro: “Dobbiamo ancora scoprire chi siamo. Abbiamo preso 46 punti nei primi 2 quarti e 29 nel secondo tempo. Noi ci sognamo la loro fisicità, ma abbiamo trovato buone indicazioni”.

Sulla nuova A1: “Prima c’erano 3-4 squadre a giocarsela, oggi, con un vantaggio siderale, ci sono Milano e Virtus davanti, poi Venezia e Sassari ed infine grande equilibrio, la dedizione può fare la differenza tra retrocessione ed accesso ai playoff”.

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