La musica napoletana piange Del Prete, genio creativo e precursore tra poesia e tradizione.

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La musica di qualità napoletana perde uno dei suoi padri. Franco Del Prete se n’è andato a cavallo di “San Valentino”, la festa degli innamorati.

E per lui, innamorato perso della musica, quella “Vera”, parafrasando un suo successo scritto per Sal Da Vinci , è la migliore uscita di scena possibile.

76 anni, nativo di Frattamaggiore, batterista tra i più popolari della scena partenopea e non è, con James Senese, fondatore del cosiddetto “Neapolitan Power”, il movimento musicale che  si impose alla fine degli anni ’60 che unì la lingua e la melodia napoletana alle sonorità blues, jazz e rock di matrice americana. Ne venne fuori un sound ibrido potentissimo, una miscela che diede una sterzata di novità a tutto il panorama canzonettaro italico definendo un nuovo standard che ispira anche al giorno d’oggi .

E per Del Prete la carriera iniziò prestissimo. Dopo varie esperienze in band locali debuttò, a metà anni ’60, con gli Showmen. Con lui i fondatori del progetto Senese ed, il mai troppo compianto, Mario Musella. Fu un successo clamoroso con la vittoria al Cantagiro (edizione 1968) con “Un’ora sola ti vorrei” e la partecipazione, un anno dopo, al Festival di Sanremo con “Tu sei bella come sei”.

Dopo l’addio di Musella alla band per tentare la carriera solista, Senese e Del Prete fondarono i Napoli Centrale, altra straordinaria avventura artistica. Testi in dialetto e mix musicale tra jazz e rock di altissima qualità tecnica. “Campagna” fu il primo singolo ed un po’ il manifesto del progetto che girò tutta Europa, persino al prestigioso Montreux Jazz Festival.

La storia narra che un giovane bassista bussò alla porta di Senese, in cerca di collaborazione, costui era Pino Daniele che così fece il suo esordio, prima del successo solistico che l’ha consacrato a leggenda.

Terminata quella fortunata esperienza Del Prete affinò le sue indubbie qualità di paroliere, oltre di batterista.

In carriera collaborò con Gino Paoli (batterie nell’album “Ha tutte le carte in regola”). Suoi i testi di “E la musica va” di Eduardo De Crescenzo e tutti i brani dell’album “Cante Jondo”.

Vennero poi i successi del già citato Da Vinci con “Vera” (’94) ed i successivi dischi fino al 1997.

Dal 2006 crea il suo nuovo progetto denominato “Sud Express” con cui produce gli album “L’ultimo apache” (2009) e “Radice” (2011) con Enzo Gragnaniello.

E’ del 2016 il ritorno alla collaborazione, come autore e batterista, con lo storico amico James Senese per il ritorno dei Napoli Centrale ed il relativo disco “ ’O sanghe”

I suoi testi sono stati cantati da artisti come Lucio Dalla, Raiz, Peppe Barra, Tullio De Piscopo, Enzo Avitabile, Zulù.

Photocredit: RicPic




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