LA SVEZIA RIAPRE L’INDAGINE CONTRO JULIAN ASSANGE PER STUPRO

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Il fondatore di WikiLeaks Assange è in carcere per violazione dei termini della libertà provvisoria

Nuovi guai per Julian Assange. La Procura svedese ha riaperto oggi il caso per le accuse di stupro contro il fondatore di WikiLeaks. Assange è agli arresti nel Regno Unito dall’11 aprile dopo l’espulsione dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra che gli aveva dato asilo. Assange è attualmente detenuto per aver violato la libertà su cauzione rifugiandosi 7 anni fa nella legazione diplomatica ecuadoregna. È stato condannato a 50 settimane di carcere. Assange è stato accusato di stupro e altri reati sessuali contro due donne dopo una conferenza di Wikileaks a Stoccolma nel 2010. Il fondatore di Wikileaks ha sempre negato le accuse, dicendo che il rapporto sessuale avuto con le donne era consensuale. Finora ha evitato l’estradizione in Svezia dopo avere trovato rifugio presso l’ambasciata ecuadoregna a Londra nel 2012. Ma il 47enne co-fondatore di Wikileaks è stato prelevato il mese scorso e condannato a 50 settimane di carcere per avere violato le condizioni della sua libertà su cauzione. Il caso era stato chiuso a suo tempo data l’impossibilità di sentire Assange, allora rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Ma dopo la recente revoca dell’asilo e l’arresto da parte della autorità britanniche, Stoccolma è tornata sui suoi passi sulla base della richiesta dell’avvocato di una singola accusatrice. Ora la Svezia potrebbe entrare in competizione nella richiesta di estradizione con gli Usa, che danno la caccia ad Assange fin da quando nel 2010 WikiLeaks contribuì alla diffusione di una montagna di imbarazzanti documenti riservati del Pentagono e di altre istituzioni americane (inclusi alcuni che documentavano sospetti crimini di guerra commessi in Iraq e in Afghanistan) e lo accusano di complicità in pirateria informatica con la talpa Chelsea Manning. L’annuncio svedese era stato ampiamente pronosticato dai media. Secondo l’agenzia di stampa britannica Pa, la viceprocuratrice Eva-Marie Persson, ha spiegato che le circostanze sono ora cambiate e offrono la possibilità di approfondire il caso.




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