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L’amore? È una Dea Fortuna: i pensieri intimi nell’isolamento

Ferzan Ozpetek, nel suo ultimo capolavoro, ha offerto al pubblico la chiave di lettura del sentimento più inspiegabile e struggente: l’amore

Stanno cambiando fisionomia i rapporti sentimentali, l’amore, in questi mesi di isolamento forzato? Gli effetti del Coronavirus si vedranno a lungo termine. Il tempo si è dilatato. Il kairos, la forma qualitativa del tempo, appunto, ci fa pensare. Concede lo spazio ai ricordi di riaffiorare, di ritornare come “nuovi” nella mente. E la mente va alla ricerca di elementi di stabilità in momenti di disequilibrio. E poi, magari, ci accorgiamo che chi ci accompagna non è l’amore che volevamo. O forse sì? L’elaborazione di tanti lutti amorosi sembrava superata. Ma tutto d’un tratto si svela il sipario dell’inconscio:  gli amori giovanili o attuali, stanno “rivivendo” nel presente. Tornano i sogni di notte e quelli “ad occhi aperti”.

“Mi serve qualcuno / Che pensi a me come si pensa a una sposa / Allora portami a casa / Dove eravamo rimasti / La gente parlava e beveva / L’amore era quasi innocente / C’è una luna turchese e diamante stanotte / Che può spezzarmi il cuore / Tu con le tue mani / Io con i miei occhi / Con la mia bocca / Tornando a casa / Aiutiamoci a ricominciare / Vestita come una signora / Solo per farmi amare / Ma non sono sicura / Che non sia tardi stanotte / Per tutti e due”

Gli odori, i colori, i viaggi. Il sapore del chewing gum, prima del primo bacio. E la passione ardente. Lui o lei il primo pensiero del risveglio. Ferzan Ozpetek, nel suo ultimo capolavoro, “La Dea Fortuna”, ha offerto al pubblico la chiave di lettura del sentimento più inspiegabile e struggente, l’amore. A Ferzan sono bastate due inquadrature e poche parole per definirne l’essenza. L’atto maestoso dell’amore romantico, gli sguardi degli “innamorati”, è incorniciato in una pennellata d’artista, nelle frasi e nei volti di due protagonisti, Filippo e Ginevra, interpretati da Filippo Nigro e Pia Lanciotti. Filippo ha l’Alzheimer e sua moglie deve gestire la memoria a breve termine. Sono su una terrazza di una casa romana sulla quale sono innestati personaggi bohémien. Lui, ogni volta guarda la sua Ginevra, sente un sussulto:

  • Filippo si rivolge alla moglie: ma noi ci siamo già visti?
  •  Ginevra gli risponde: ci siamo sposati amore mio…

I due si ritrovano in un’altra scena, questa volta da soli, sempre sulla stessa terrazza:

  • Filippo guarda la moglie e tentenna col capo senza parlare
  •  Ginevra: ogni volta che mi guardi t’innamori di me..

Ecco la sintesi e il segreto dell’amore. Un paradigma, una legge universale. Che però esiste – anche se raramente – nella sua magnificenza e nella sua purezza quando nella vita, due che s’incontrano e vengono folgorati dal dono più bello. La coppia Filippo-Ginevra è l’unica che funziona davvero. Lui  riscopre la moglie ogni giorno, rinnovando la curiosità e la voglia di stare insieme di volta in volta. Ogni giorno si innamora di nuovo della persona che ha accanto, senza così correre il rischio d’incappare nella routine, di scadere in una quotidianità usurata. Perché l’amore cambia, si trasforma. Se è vero non vive in eterno.

 

 

 

 

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