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L’esodo che fa paura, il Sud si prepara. De Luca: “Controlleremo tutti”

Studenti fuori sede e lavoratori pronti a ritornare al Sud. Solo in Campania lunedì ne arriveranno 1500. Dal “primo esodo” +5.561% nuovi contagiati

Dal 4 maggio torneranno al Sud almeno 100mila tra studenti fuori sede e lavoratori, i presidenti delle regioni levano gli scudi con Vincenzo De Luca in testa, che annuncia: “Ho sentito il ministro dell’Interno Lamorgese e per quello che riguarda la Campania rimarrà fermo l’obbligo oggi vigente per chiunque venga da fuori regione, di segnalare all’Asl di competenza il proprio arrivo”. Governatori del Sud sul piede di guerra, il rischio di un contagio di massa non è affatto una fantasia. Perché lo dicono i dati registrati in uno studio che ha monitorato alcuni parametri (numero di contagi e decessi) dal “primo esodo” del 7 marzo scorso alla situazione epidemiologica attuale che ha interessato 4 regioni meridionali: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

 

Le conseguenze epidemiologiche del “primo esodo”

Le persone partite il 7 e 8 marzo 2020 dalla “zona rossa”, che hanno raggiunto le regioni del Sud, sono state in totale 32.800, secondo i dati forniti dalla Direzioni sanitarie delle  Regioni e dalla Protezione Civile. A quella data il numero di contagiati erano: Campania (154), Calabria (9), Puglia (26) e Sicilia (35) per un totale di 224. Il totale dei contagiati al 29 aprile ammonta a 12.681 con un tasso di incremento stratosferico pari a +5.561%. Stessa analisi per quanto riguarda il numero di decessi. Nelle quattro regioni monitorate al 7 marzo, il totale dei morti da Covid 19 era uguale a zero. I dati consolidati registrati al 29 aprile vedono il numero totale di decessi pari a 1.087. Secondo queste proiezioni, che però non tengono conto del numero di spostamenti non tracciabili, la probabilità di nuovi contagiati a partire da lunedì prossimo potrebbe aggirarsi attorno ai 50.000. Solo in Campania  il 4 maggio sbarcheranno ben 1500 persone tenendo conto dei dati ufficiali forniti da Trenitalia e Alitalia. 

 

Persone partite il 7-8 marzo 2020 dalla “zona rossa” secondo i dati forniti dalla Direzioni sanitarie delle  Regioni e dalla Protezione Civile:

Campania: 1.700

Calabria: 4.000

Puglia: 7.600

Sicilia: 19.500

TOTALE: 32.800

Contagiati prima del 7 marzo 2020:

Campania: 154

Calabria:  9

Puglia: 26

Sicilia: 35

TOTALE: 224 

Contagiati al 29 aprile 2020:

Campania: 4.410

Calabria: 1.102

Puglia: 4.029

Sicilia: 3.140

TOTALE: 12.681

Decessi prima del 7 marzo 2020:

Campania: 0

Calabria: 0

Puglia: 0

Sicilia: 0

TOTALE: 0 

Decessi al 29 aprile 2020:

Campania: 359

Calabria: 86

Puglia: 410

Sicilia: 232

TOTALE: 1.087

 

Il gioco dell’oca per sfuggire ai controlli

Quello che sta per accadere sarà forse come il gioco dell’oca. Sarà quasi impossibile il tracciamento di coloro che arriveranno nelle 4 regioni. Italo, ad esempio, tiene attiva la sola tratta Venezia-Roma. E poi da Roma la grande fuga incontrollata. E’ vero che Flixbus, il vettore low cost del trasporto su gomma più ramificato in Italia resterà ancora fermo per due settimane (e poi dal 17 maggio?) ma risultano centinaia di bus privati che amplificheranno l’esodo e dei quali sarà difficilissimo intercettarne i luoghi di destinazione. Da questa mattina Trenitalia aumenta le sue “frecce” sulla direttrice Nord-Sud Torino-Milano-Napoli. In vista dell’avvio della fase 2 dal 4 maggio prossimo, saranno disponibili, infatti, ulteriori due Frecce per i collegamenti Nord/Sud e altrettante per quelli Sud/Nord. Le nuove quattro Frecce vanno così ad aggiungersi alle altre 8 che, complessivamente, circolavano nella fase 1 del lockdown, e che diventano così 12. Pertanto, considerando mediamente 250 posti su ogni convoglio, i posti disponibili saranno circa 3000.

 

La “Zona rossa”, crescono ancora contagi: ieri + 2.086 casi

Si fa sempre più evidente la differenza, a livello epidemiologico, tra le 4 regioni principalmente colpite dal Covid 19 ossia Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto e il Sud Italia. Ieri sui 2.086 casi riportati, 1.577 si contano nelle 4 regioni del Nord, oltre tre quarti del totale, mentre in tutto il Sud si registrano numeri che, da soli, indurrebbero a guardare alla Fase 2 sicuramente con maggiore fiducia: tutte insieme Campania (+30), Puglia (+49), Sicilia (+20), Calabria (+5) e Basilicata (0) hanno totalizzato in 24 ore 104 casi, un settimo di quelli della sola Lombardia (+786). Poi ci sono il Molise che fa zero casi, come peraltro la Basilicata. Preoccupa il Piemonte, che accumula altri 411 casi (ieri 352), e che è la Regione cresciuta più di tutte nell’ultima settimana: dal 20 aprile +17,5% contro, ad esempio, il +9,7% della Lombardia e il +9% del Veneto.

 

La ribellione dei Presidenti: “Rischio terapie intensive”

Il governo non riesce a spegnere le rimostranze dei presidenti delle Regioni e delle province autonome sulle riaperture delle attività produttive e la gestione della Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Ed è scontro con i governatori del centrodestra. Il ministro Francesco Boccia, pur mettendo sul tavolo l’offerta di correttivi interpretativi del Dpcm con le Faq del governo, chiede di ritirare le ordinanze in contrasto con l’ultimo decreto, minacciando di impugnarle (seppure dopo una lettera di diffida per ravvedersi) e prospetta scelte differenziate a seconda dei territori dal 18 maggio, ma i governatori rivendicano la propria autonomia. Con i presidenti delle Regioni di Lega, FI e Fdi che scrivono al premier e al presidente della Repubblica chiedendo di “normalizzare l’emergenza” e di rispettare le loro competenze. Lo scontro su quanto accadrà dal 4 maggio con l’allentamento delle misure anti-Covid 19 si riaccende, mentre restano interrogativi sull’applicazione di diverse norme del Dpcm, in un Paese che vede montare la protesta dei commercianti. C’è molta preoccupazione per le terapie intensive. Il Piemonte nell’ultima settimana ha avuto 80,3 nuovi casi ogni 100 mila abitanti, la Liguria 65, la Lombardia 64,1, la Calabria appena 2,6. C’e’ un abisso. Eppure le regioni più ricche, ancora alle prese con numeri non rassicuranti, con la parziale eccezione del Veneto, spingono per riaprire prima e in misura maggiore. Giuseppe Conte ha ammonito ieri sul rischio che il contagio da Covid-19 riparta forte, vanificando quasi due mesi di lockdown. Difficile quindi che nei prossimi giorni il braccio di ferro con le Regioni si attenui. Il Presidente delle Puglia Emiliano sta predisponendo un piano che prevede la quarantena per tutti coloro i cittadini che rientreranno in regione dal 4 maggio. Vincenzo De Luca, nel corso della lunga telefonata con il ministro Lamorgese ha ribadito: “Per quello che riguarda la Campania rimarrà fermo l’obbligo oggi vigente per chiunque venga da fuori regione, di segnalare all’Asl di competenza il proprio arrivo, così da poter procedere a controlli nel 15 giorni successivi. Invito fin d’ora i sindaci a segnalare alle Asl e alla Regione gli arrivi nell’ambito dei propri territori. E’ questa una funzione essenziale per consentire di tenere la situazione epidemiologica sotto controllo. Confermo che saranno mantenuti i controlli preventivi nelle stazioni ferroviarie e ho sollecitato il Ministro a esercitare analoghi controlli ai caselli autostradali e nelle stazioni di partenza”. 

 

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