LIBIA, A MOSCA SALTA L’ACCORDO DI PACE. HAFTAR NON FIRMA L’ACCORDO

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Il vertice a Mosca prevedeva il congelamento dell’intervento turco nel Paese e l’invio di militari russi per il cessate il fuoco

Mosca, Haftar non firma l’accordo l’accordo di pace. «I negoziati tra le parti libiche a Mosca si sono conclusi senza un accordo». Lo afferma il consigliere per i media del parlamento di Tobruk, Hamid Al-Safi, in una dichiarazione rilasciata al sito russo Sputnik. Il generale Khalifa Haftar, capo delle milizie di Tobruk ha chiesto più tempo (almeno fino a oggi) prima di sottoscrivere le condizioni proposte da Russia e Turchia. Ieri a Mosca il presidente del governo di accordo nazionale libico Fayez al Sarraj e il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, avrebbero dovuto firmare un’intesa sotto lo sguardo vigile di Vladimir Putin. Secondo quanto riporta Al Arabiya l’accordo prevedeva il congelamento dell’intervento turco nel Paese, l’invio di militari russi per la supervisione dell’attuazione del cessate il fuoco, un ritiro bilanciato delle truppe alle caserme e il disarmo delle milizie.

L’Onu, inoltre, si sarebbe interposta tra le truppe avversarie con una forza di peacekeeping non armata. Il compito di lotta al terrorismo e la protezione dei pozzi petroliferi doveva essere compito dell’esercito nazionale libico di Haftar. Nel pomeriggio sono giunti i primi segnali che la conferenza non stava procedendo nella direzione sperata . Sarraj non si è mostrato disponibile a incontrare il rivale Haftar a Mosca. Secondo quanto riferito sempre dalla tv Al Arabiya «i colloqui a Mosca sono tenuti con Russia e Turchia» ha detto Khaled al Mishri, stretto collaboratore di Sarraj. Il governo di Tripoli chiede che Haftar si ritiri dai territori conquistati nelle ultime settimane, richiesta però respinta con decisione dal diretto interessato. «Da Tripoli non faremo alcun passo indietro» dicono fonti della Lna, l’esercito di Haftar. La questione del ritiro delle truppe che stringono d’assedio Tripoli sarebbe quella che fino a questo momento ha impedito un accordo, secondo quanto rivelato anche dall’ambasciatore libico presso la Ue Hafed Gaddur.

I colloqui sono nel frattempo terminati; le prime parole dopo l’incontro sono del ministro degli esteri russo Lavrov. «Durante i colloqui sono stati passi avanti ma non è stato raggiunto ancora alcun accordo» ammette il capo della diplomazia di Putin. «Haftar ha chiesto tempo fino ma domattina prima di firmare la tregua» ha chiarito. Sarraj, invece, aveva già sottoscritto le condizioni. A questo punto russi e turchi hanno deciso di proseguire i colloqui da soli. La controparte di Lavrov, il turco Cavasoglu, mantiene un atteggiamento ottimista: «Se Khalifa Haftar firmerà domani mattina» il documento che definisce i dettagli del cessate in fuoco « il capo del governo di accordo nazionale Fayez al Serraj e Haftar assumeranno gli impegni necessari, il regime di cessate il fuoco continuerà e così inizieremo il processo politico». Significative anche le parole di Lev Dengov, capo del gruppo di contatto russo per la Libia: «Per Haftar è importante mantenere la Russia come alleato».




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