LIBIA, ATTACCO AEREO AL CENTRO MIGRANTI: 60 MORTI

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Un aereo dell’aviazione del generale Khalifa ha bombardato di notte un centro migranti

Decine di migranti sono stati uccisi nel bombardamento che ieri notte un aereo dell’aviazione del generale Khalifa Haftarha compiuto contro un centro per migranti adiacente alla base militare di Dhaman, nell’area di Tajoura. La base di Dhaman è uno dei depositi in cui le milizie di Misurata e quelle fedeli al governo del presidente Fayez al-Serraj hanno concentrato le loro riserve di munizioni e di veicoli utilizzati per la difesa di Tripoli, sotto attacco dal 4 aprile dalle milizie del generale della Cirenaica. “Nell’hangar in cui alloggiavano c’erano almeno 200 migranti”, ha detto Osama Alì, un portavoce dei servizi di soccorso del Governo di Tripoli: nella notte le ambulanze hanno fatto la spola con gli ospedali per trasportare i feriti ma si sono dovute occupare anche dello sgombro dei cadaveri, in una situazione di caos assoluto.

Mentre ieri notte si parlava di almeno 40 morti e 100 feriti, il bilancio questa mattina avrebbe già raggiunto la cifra di 60 migranti uccisi e 130 feriti, di cui alcuni gravissimi. L’inviato delle Nazioni Unite in Libia, il libanese Ghassan Salamè, ha dichiarato in mattinata che “questo attacco contro i civili è chiaramente un crimine di guerra”. Wolfram Lacher, un analista tedesco che segue l’evolversi della crisi in Libia, ha commentato scrivendo che “questo non è un attacco accidentale, il generale Haftar e gli Emirati Arabi Uniti sapevano che il centro migranti era affianco della base di Dhaman, l’avevano già bombardata un mese fa. Hanno accettato la possibilità di colpire il centro, sapendo che era pieno di civili”. Ma per la prima volta un esponente del governo italiano oggi indica chiaramente le responsabilità di chi dal 4 aprile attacca Tripoli.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che lunedì scorso aveva incontrato riservatamente a Milano il presidente Serraj, dichiara che “Haftar ha la responsabilità di un attacco criminale, mi auguro non ci sia più nessuno, e non cito i francesi, che per interesse economico e commerciale bombardi obiettivi civili”. Salvini aggiunge che “se la comunità internazionale non interviene adesso che è stato colpito un obiettivo civile, cosa altro devono aspettare?” Secondo informazioni del Governo di Tripoli, le operazioni aeree della milizia di Haftar sono sostenute e guidate da esperti militari francesi e degli Emirati. Nella struttura di comando di Gharian riconquistata da Tripoli secondo fonti di Tripoli “lavoravano 5 consiglieri francesi e una decina di emiratini”. Prima dell’assalto a Tripoli del 4 aprile per 2 mesi militari francesi avevano collaborato nel Sud della Libia all’offensiva del generale Haftar: caccia francesi decollati da Njamena, in Ciad, avevano bombardato in Ciad e in Libia formazioni militari nemiche della milizia del generale (fra cui anche gruppi terroristici).




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