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Libia, parlamento d’accordo per intervento Egitto in caso minaccia

Il parlamento con sede nella Libia orientale, che sostiene il generale Khalifa Haftar, ha annunciato nella notte tra lunedì e martedì che autorizzerà un possibile intervento dell’esercito egiziano contro la Turchia in Libia in caso di “minaccia”. “Spetta alle forze armate egiziane intervenire per proteggere la sicurezza nazionale libica ed egiziana se vedono una minaccia imminente per la sicurezza dei nostri due Paesi”, ha affermato il parlamento eletto nel 2014, ma diviso come il Paese tra pro e anti-Haftar.

Il parlamento ha reagito a un discorso del presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi il 20 giugno, in cui aveva minacciato di intervenire direttamente in Libia, in risposta al coinvolgimento diretto della Turchia nella nazione indebolita dalle divisioni. Le relazioni tra il Cairo e Ankara sono peggiorate dalla destituzione nel 2013 del presidente Mohamed Morsi, sostenuto dalla Turchia. Con il sostegno di Ankara, le forze fedeli al governo di unità nazionale (Gna) di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, hanno ottenuto importanti vittorie dall’inizio di giugno, riprendendo il controllo dell’intero nord-ovest della Libia. Le truppe rivali del generale Haftar, uomo forte della Libia orientale supportato tra l’altro dall’Egitto, non hanno smesso di cadere negli ultimi mesi, subendo battute d’arresto sul terreno che hanno segnato il fallimento della loro offensiva su Tripoli lanciato nell’aprile 2019.
“Chiediamo sforzi concertati tra i due paesi fratelli, la Libia e l’Egitto, per garantire la sconfitta dell’occupante invasore (Turchia) e preservare la nostra sicurezza nazionale comune”, ha aggiunto il parlamento libico nella sua dichiarazione. “I pericoli posti dall’occupazione turca rappresentano una minaccia diretta per il nostro Paese e per i Paesi vicini, specialmente per l’Egitto”, ha aggiunto la stessa fonte. Il Parlamento non riconosce la legittimità del capo del Gna Fayez al Sarraj e sostiene un governo rivale anch’esso con sede nell’est e l’autoproclamato “Esercito nazionale libico” (Anl) del generale Haftar. Anche il parlamento libico è indebolito dalle divisioni. Oltre a coloro che lo boicottano, una quarantina di deputati anti-Haftar sono partiti per Tripoli dove hanno eletto un altro presidente dell’assemblea.
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