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L’ISIS AMMAZZA ORSETTI “COMBATTENTE” ITALIANO IN SIRIA, IL PAPÀ: “MORTO DA EROE”

Lorenzo Orsetti, fiorentino classe 1986, aveva lasciato la ristorazione per seguire la causa curda

L’Isis uccide Lorenzo Orsetti, un “combattente” italiano a Baghuz, località della Siria nordorientale teatro dello scontro tra l’organizzazione jihadista e le Forze democratiche siriane (Fds), alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti.  In una serie di immagini diffuse online e “firmate” al-Barakah, l’area della Siria orientale che era sotto il controllo dell’Isis, la formazione jihadista pubblica alcuni documenti che sostiene appartengano all’uomo ucciso, Lorenzo Orsetti: si tratta di una tessera sanitaria e di una carta di credito. L’Isis pubblica anche una foto, in bianco e nero, che ritrae l’uomo senza vita. Negli ultimi tempi numerosi volontari stranieri si sono uniti alle Fds per combattere i soldati del “califfato“. “Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell’Isis ieri – ha detto il padre Alessandro Orsetti -. Lorenzo è caduto in battaglia. Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato: era con una unità araba, ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare. Li hanno uccisi tutti”. “Spero adesso che questa sua morte voglia poter dire qualcosa per la causa dei curdi – ha aggiunto il padre – Lorenzo cercava una causa in cui coinvolgersi, non sopportava di stare, come diceva lui, nel menefreghismo.

Desiderava dare una svolta alla sua vita e già tre-quattro anni fa si interessava dei curdi e della loro condizione. Così è andato via per una causa, noi siamo contenti per lui, perché in fondo ha fatto una scelta importante”. “Certamente noi eravamo contrari alla sua scelta – ha affermato Alessandro Orsetti – non gli si poteva dire “vai, è bello”, però abbiamo capito che per lui era una scelta per dei valori in cui credeva. E il popolo curdo merita che si faccia qualcosa nella sua lotta contro l’Isis e il fascismo. L’ultima volta che lo abbiamo sentito gli abbiamo detto “torna a casa, la battaglia è finita, vieni via, il tuo lo hai fatto”. “Ora l’unica cosa che mi resta da fare è andare a riprendere la salma di Lorenzo, perché voglio che mio figlio sia seppellito qui, a Firenze”, ha aggiunto la mamma di Lorenzo. Fiorentino classe 1986, aveva lasciato il lavoro nell’alta ristorazione, dopo 13 anni, per seguire la causa curda. E’ stato cameriere, sommelier e cuoco. L’uomo, che militava tra le Forze siriane democratiche (Fds), aveva rilasciato di recente alcune interviste, usando il cognome ‘Dellatullo’ e presentandosi con il nome di battaglia ‘Tekoser’ (lottatore).

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