L’ITALIA È IN RECESSIONE, CONTE: COLPA DELLA GUERRA DEI DAZI”

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L’economia dell’Italia in contrazione dello 0,2%, il dato peggiore dal 2013

L’Italia è in recessione tecnica e il premier Conte attribuisce il calo del pil alla “guerra dei dazi”. È il peggior risultato dal 2013. Di Maio: “Questi dati testimoniano che i governi prima di noi hanno mentito”. Boccia: “Reagire subito, a gennaio sarà peggio” Tria: “Calo legato al ciclo economico”. Nonostante il coro di commento, l’Italia è entrata in recessione tecnica. L’economia italiana nel quarto trimestre 2018 ha infatti registrato una contrazione dello 0,2%. Lo comunica l’Istat in base ai dati provvisori. Si tratta del secondo trimestre consecutivo di calo dopo il -0,1% del periodo luglio-settembre. Nel 2018 il Pil italiano ha registrato un aumento dell’1% in base ai dati trimestrali grezzi, in netta frenata rispetto all’1,6% del 2017.

Il peggior risultato da cinque anni. Si tratta del peggior risultato degli ultimi cinque anni: l’Istat sottolinea infatti che, per ritrovare un calo simile, si deve risalire al quarto trimestre 2013, quando il Pil segnò un -0,2%. Un risultato, quello appena comunicato, che era stato preannunciato dal premier Giuseppe Conte intervenuto al Consiglio generale di Assolombarda a Milano. Conte: “Situazione transitoria” – “E’ un fattore transitorio, anche agli analisti più sprovveduti non sfuggirà che c’è una guerra di dazi tra Usa e Cina che ci troverà tutti perdenti. È una guerra che si sta componendo e che dovrà comporsi e che va a incidere soprattutto sull’export”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte parlando della recessione economica. ” È una contrazione che era nell’aria, gli analisti la pronosticavano ed è legata a fattori esterni alla nostra economia”, ha aggiunto il premier dicendosi non preoccupato di un’eventuale manovra bis: “Assolutamente no, non lo temo”, ha detto riferendosi a un’eventuale richiesta di aggiustamento dei conti da parte dell’Europa. “Il rilancio sarà compiuto e andrà a regime nel secondo semestre 2019, non c’è ragione di perdere fiducia, c’è anzi molto entusiasmo per il 2019”, ha poi concluso. Tria: “Il calo legato al ciclo economico Ue” – Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria ridimensiona l’allarme dicendo che il calo del Pil era “atteso ed è determinato dal ciclo economico europeo”. Si augura quindi che l’obiettivo perseguito dall’Italia di “spingere sulla crescita venga perseguito anche dagli altri Paesi Ue colpiti dal raffreddamento economico. La risposta non può che essere quella di accelerare il programma di investimenti pubblici previsto dal governo e le altre misure previste dalla legge”. E assicura: “Questi dati non intaccano il recupero di fiducia dei mercati finanziari nel debito italiano.




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