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Luca Zaia chiama i no vax: “Voglio elezioni già a luglio”

Eclissa il professore Crisanti e fa brillare Francesca Russo, la sua funzionaria portabandiera dei no vax

“Francesca ha salvato il Veneto”, Luca Zaia incorona la sua dama e incorna il professore Andrea Crisanti come una capra bellunese. Lui, che si professa agricoltore prestato alla politica, è il primo dei voltagabbana dell’era post Covid. Ora vede solo la poltrona comoda della sua regione virtuosa e annuncia: “Elezioni a luglio”. La mascherina infingarda del “leghista mite” è venuta giù. Ora i riflettori sono tutti puntati su Francesca Russo, il capo del Servizi di Prevenzione del Veneto, la donna venuta dalla Sicilia che ha contribuito all’abolizione dei vaccini nel Veneto.

La strategia di Zaia è chiara. Zitto-zitto senza sbraitare come i suoi compari leghisti, ha attuato così le “sue” 2 fasi del Covid: nel periodo di piena emergenza si è arroccato ad Andrea Crisanti, emerito professore di fama internazionale che ha individuato la strategia di contrasto all’epidemia a Vo’ Euganeo. Serviva un clinico e se n’è servito. Grazie ai suoi studi, poi applicati a tutta la regione, il Veneto si è salvato. Poi la fase 2: elezioni. E spunta la Russo. Perché?  Zaia ha scarpe doppie e cervello fine. Il presidente da qualche giorno sta narrando una favoletta tenuta nascosta, l’asso nella manica: “In Veneto fin da gennaio c’era già un piano sui tamponi redatto da una funzionaria regionale….”. Cri (santi) inizia così a bestemmiarli tutti, partendo dal suo cognome e svela: “L’11 febbraio il direttore della Sanità regionale mi ha minacciato di danno erariale perché cercavo di intercettare gli asintomatici che venivano in Italia”. Particolare inquietante. Ma chi è la “funzionaria regionale”, la una pupa siciliana che “porterà una miniera di voti alla Lega alle prossime elezioni? Francesca Russo è la responsabile del piano regionale anti-covid. Una burocrate ma non solo.

Il Veneto, in nome della tanto sbandierata autonomia, è stata l’unica regione italiana ad avere abolito l’obbligo vaccinale. Correva l’anno 2007. La Russo ha sostenuto e “studiato” con “dovizia scientifica” tale provvedimento. Nel 2008 ha pubblicato uno studio dal titolo: “Avviata la sospensione dell’obbligo vaccinale in Veneto” e lo ha presentato al 32° Congresso Annuale dell’Associazione Italiana di epidemiologia. Il suo volto è un’icona dei no vax veneti, paradosso elevato all’ennesima potenza in piena pandemia. Rappresentano una bacino elettorale di migliaia di voti. E spuntano di nuovo in queste ore.

Il Corvelva, Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni lancia su facebook e sul sito istituzionale, con una tempistica da manuale, un messaggio forte e chiaro: “Dove sono finiti i no-vax? Tranquilli sono tutti qui a guardarvi sprofondare nel ridicolo”. In Veneto su un totale di 571.463 studenti, ben 50 mila sono inadempienti. Il dato è una certezza. Luca Zaia non vuole correre rischi. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato dal 15 al 18 maggio da “Roma 3” e “Lab 21” in esclusiva per Affaritaliani.it. è il Presidente più amato dagli italiani con il 90% dei gradimenti. Nel campione ci sono pure i no vax. Ed è così che il leghista “buono” ha manovrato come un burattinaio il professore Crisanti, fondamentale contro il Coronavirus per poi gettarlo all’ombra della funzionaria “porta voti” per essere ancora una volta il Doge incontrastato del Veneto che fa le cose per bene.

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