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MAESTRA ARRESTATA PER MALTRATTAMENTI AL NIDO: «APRI LA BOCCA O TI FICCO IL CIBO”

La maestra 61 anni, originaria della provincia di Roma, è detenuta ai domiciliari

Perugia sotto choch: arrestata marstra per maltrattamenti nell’asilo nido del Comune di Deruta. La donna, 61 anni, originaria della provincia di Roma, è detenuta ai domiciliari: viene accusata di aver commesso violenze nei confronti di due bambine sin dallo scorso anno, quando le piccole avevano rispettivamente sette e otto mesi d’età.

«Minacciava le minori per costringerle ad ingoiare il cibo durante i pasti – si legge nelle carte della Procura – strattonandole e mettendole in punizione in bagno e lasciandole lì da sole nel caso in cui si rifiutavano di mangiare». In una circostanza a una ragazzina è stata mortificata: «Se non apri la bocca ti ficco il cibo nel naso». L’indagine è nata in seguito alla segnalazione di alcune dipendenti della cooperativa che gestiscono servizi al nido. Hanno riferito al sindaco dei «comportamenti particolarmente aggressivi e inopportuni» da parte della maestra. I carabinieri hanno dunque installato telecamere nascoste nella mensa e in altre sale. Si legge, a proposito di un’intercettazione dell’8 ottobre: «All’ora della merenda e del pranzo ha adottato comportamenti minacciosi e aggressivi nei riguardi di alcuni bambini restii alla consumazione del cibo. Due, in particolare, venivano minacciate ad alta voce che se non avessero mangiato le avrebbe portate in bagno e lasciate lì con la porta chiusa». «Sei una palla una vera palla» ripeteva a un’alunna.

«Poi le spingeva il cibo in bocca con forza – è spiegato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Spoleto, Federica Fortunati – per farla mangiare nonostante il rifiuto e il pianto incessante». «Ti gonfio se non mangi tutte le zucchine» è il contenuto di un altro audio. Qualche giorno più tardi avviene un altro episodio: «La bambina fa cadere a terra parte delle pietanze contenute nel piatto, l’accaduto fa scattare l’ira della maestra che dopo aver insultato la piccola chiamandola più volte bambina sciocca’ minaccia di darle un ceffone e uno schiaffo alzando la voce, per poi raccogliere il cibo, rimetterlo nel piatto e costringere la bambina a ingoiarlo tutto, compreso quello caduto per terra». Secondo il racconto di una cuoca già lo scorso anno scolastico la maestra indagata (difesa dall’avvocato Marco Brambatti) «aveva spinto il cibo nella bocca di una bambina fino a farla vomitare»: «Tali comportamenti vessatori, violenti e fatti di minacce verbali, si sono ripetuti più volte durante l’anno scolastico trascorso, esclusivamente durante la somministrazione della merenda e del pranzo». Stando alla testimonianza una bimba di 13 mesi è stata «strattonata e gettata sul tappeto».

Secondo il gip «emerge una sconcertante aggressività dell’indagata nel rivolgersi verso bambine di neppure due anni compiuti che, al di fuori di ogni logica educativa, vengono non solo rimproverate ma addirittura minacciate, offese e strattonate soltanto perché non vogliono finire il pasto». Conclude l’ordinanza: «Quanto alle esigenze cautelari nel caso di specie emerge con evidenza l’attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione, da parte dell’indagata, di condotte analoghe a quelle per cui si procede, sia nei confronti delle minori indicate nel capo di imputazione che di altri minori che frequentano l’asilo nido, in virtù del ruolo di educatrice che tuttora la stessa ricopre all’interno della struttura». E ancora: «Ogni altra misura diversa dagli arresti domiciliari non sarebbe in grado, almeno per il momento, di evitare il ripetersi di episodi analoghi a quelli per cui si procede, atteso che l’indagata entra quotidianamente a contatto con le bambine e con numerosi altri minori in ragione della sua attività di educatrice.

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