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Malapasqua all’ombra del caos vaccini e della rabbia di quanti sono alla canna del gas

Il premier Draghi acceleri sulla distribuzione dei soldi e compia scelte chiare e nette

Sarà una Malapasqua quella di quest’anno. Una Malapasqua all’ombra della montante rabbia sociale e oscurata dalle nebbie che sempre più fittamente avvolgono la Galassia di Big Pharma in tema di vaccini. Nebbie inquietanti che si diffondono attorno alla durata delle Immunizzazioni e agli eventuali effetti collaterali causati dai continui richiami, nebbie dalle quali spuntano i fantasmi dei condannati a vita al vaccino. Una brutta storia che assume sempre più i contorni della Grossa Torta, una Leccornia per le Case Farmaceutiche – la Pandemia – più appetitosa di quelle che solitamente producono i Terremoti. Senza dire che di fronte al Caos provocato attorno alla Durata e agli Effetti delle Immunizzazioni – pro tempore a causa delle continue mutazioni del Virus – sarebbe forse più opportuno applicarsi con maggiore impegno nella ricerca di efficaci terapie. Il sospetto in merito è che sia soprattutto una questione di Fatturato. O no?

Il tutto mentre i roboanti annunci relativi ai Ristori (oggi ribattezzati Sostegni) all’Apparir del Leopardiano “Vero” si traducono in briciole all’ombra della Maggioranza-Frankentein in cui il sempre più ingobbito Capo Politico e Religioso della Lega continua a recitare l’Ignobile Doppia Parte in Commedia alimentando la Confusione Politica.

Di fronte al Caos Sanitario, Politico ed Economico occorre allora che Palazzo Chigi metta i puntini sulle i. Anche – se necessario – indicando la porta ai Disturbatori.

Detto ciò – acclarato che i devastanti effetti economici della Pandemia sul Rischio di Impresa potranno essere alleviati soltanto parzialmente dagli Interventi Pubblici – di fronte all’Emergenza Sociale occorrerebbero scelte nette e coraggiose da parte del Premier.

Mario Draghi ha la necessaria autorevolezza per compierle, le faccia. Distribuisca soldi a Quanti sono alla canna del gas. Lo faccia a prescindere dalle percentuali sulle perdite dei Fatturati delle Aziende o sulle Entrate dei Singoli. Percentuali che – a conti fatti e tradotte in soldi – fanno imbestialire i Destinatari più di quanto già lo siano.

In tal senso – secondo il buonsenso di chi scrive che Economista non è – in seguito all’impoverimento sociale appare prioritario adottare misure di solidarietà nazionale fino al termine dell’emergenza. Misure Uniche, Misure Universali di sostegno fondate – ad esempio – sulla elargizione di 1000 euro mensili di sopravvivenza a Quanti risultano privi di entrate; sul riservare lo stesso trattamento economico ai Titolari di Aziende in ginocchio; sulla sospensione del pagamento degli Affitti di case e locali attraverso un ristoro mensile di 500 euro ai proprietari; sulla sospensione del pagamento di tasse e balzelli di varia natura. Briciole? Quanto può bastare per fronteggiare l’emergenza.

Con un costo simile a quello previsto per i Ristori – oggi ribatezzati Sostegni –  si otterrebbe in sostanza una più equa distribuzione di denaro e il disinnesco della bomba sociale prossima ad esplodere.

 

Ps. “Sopra le Righe”, è uno spazio in progress che a seconda degli avvenimenti di giornata aggiornerà il commento arricchendolo. “Sopra le Righe” è uno spazio che offre a chi scrive il privilegio di potersi esprimere in prima persona su fatti non necessariamente legati alla quotidianità. Uno spazio eretico in cui le opinioni del sottoscritto talvolta non appariranno coerenti con la linea editoriale. Voltaire docet…
Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola gratificata dalla maiuscola. La maiuscola – insomma – funge da sottolineatura. Chiedo venia a Quelli della Crusca,,,

 


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