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Malika Ayane: Nel mio nuovo disco “Malifesto” anche Colapesce e Dimartino

Ci sono anche Colapesce e Dimartino, in veste di autori, nel nuovo disco di Malika Ayane. Esce domani per Sugar Music “Malifesto”, sesto lavoro della cantautrice milanese. I colleghi – primi in tutte le classifiche digitali con “Musica Leggerissima” e primi cantanti in gara a Sanremo 2021 ad ottenere un disco di platino per la canzone – hanno fatto parte della squadra che ha lavorato a questo nuovo disco, insieme a nomi come quelli di Leo Pari, Pacifico e Antonio Filippelli. “Sono contenta di averli trovati prima che piacessero a tutti!”, scherza Malika raccontando le settimane passate in studio a far nascere questo nuovo album. “Io sono una di quelle noiose che passa il tempo a provinare le canzoni pianoforte e voce per poi portarle tutte a una sorta di uniformità nella fase di produzione”, racconta l’artista. “Anche nel caso di Antonio e Lorenzo- dice- abbiamo lavorato in questo modo. Da loro mi erano arrivati due brani. Uno lo adoravo, al punto che non avrei fatto nessuna modifica, soltanto che era incantabile per me.

Non è vero che si può cantare qualsiasi cosa. Il secondo, che poi è diventato “Telefonami”, mi è piaciuto molto per scrittura e contenuto e per la sua modernità: era una cosa pop ma non troppo, per cui io sono intervenuta nel riscrivere insieme a Pacifico solo parte del testo”. Cosa hanno dato a questo album è chiaro: “Hanno trasmesso l’impronta leggera che hanno nel guardare la musica”. In “Malifesto” Malika racconta tutte le sue emozioni, l’importanza di manifestarle come lascia intuire il titolo e il bisogno di quella leggerezza che Colapesce e Dimartino hanno contribuito a mettere in musica. “Realizzare questo disco- assicura la Ayane- mi ha permesso di staccarmi dalla realta’ fatta di navigazione a vista”, una quotidianita’ fatta di “incertezza”. Una sensazione vissuta a pieno a Sanremo 2021 dove la cantautrice ha partecipato con “Ti piaci così”, inno ad accettarsi comunque e uno dei dieci brani contenuti in questo progetto. Un lavoro che non importa se suonera’ troppo sofisticato. “In questi anni- spiega Malika- la lezione più bella che ho imparato, proprio perché non ci sono più regole, è quella di fare qualcosa di cui non ci si pentirà in futuro. È l’antimusica cercare di seguire un’attualità che oggi è questa e che domani sarà già un’altra”.

Così, la Ayane se ne frega, per citare un altro suo collega, e torna all’essenzialità regalando atmosfere rarefatte prese “in prestito” dai film francesi, da cui ha tratto ispirazione. “Negli ultimi anni- dice Malika- stavo diventando troppo scientifica nella ricerca dei suoni, Domino (il suo precedente disco, ndr) sembrava chimica più che musica. Ho guadagnato il riscoprire l’essenzialità, l’emotività, la voce: tutto quello che usavo da ragazza per colpire le persone”. Dal 2008 protagonista della scena cantautorale femminile, la Ayane è più sicura che mai: “Ho perso qualche paranoia di troppo, le ho disseminate per strada”.

 


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