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M’BARKA BEN TALEB, UN VULCANO CHE UNISCE IL MONDO: IN USCITA UN CD E IL PROGRAMMA TV “MEDITERRANEAMENTE”

L’artista di origine tunisina racconta i suoi nuovi progetti. Sulla difficile stagione di tensione che vive l’umanità, M’Barka ci canta su e raccomanda. “Facciamo l’amore non la guerra”.

M’Barka Ben Taleb

M’Barka Ben Taleb è la “primavera araba” della cultura musicale che da oltre 32 anni ha portato in Italia una rivoluzione intellettuale e stilistica facendosi portavoce dei cori della sua terra mescolati, sapientemente, con voci e sonorità di Napoli e del Mediterraneo.

Lei si definisce, con la inconfondibile ironia, una donna del Terzo Mondo, perché non rinnega le sue radici e il viaggio che l’ha vista partire dalla Tunisia per approdare nella città partenopea, insieme alla sua famiglia, con la grande speranza di trovare una fioritura di successo e dignità nella sua vita che oggi è una “vie en rose“. Oggi M’Barka vive al centro della città, lungo quel boulevard che i napoletani chiamano “rettifilo” dove ammira tutte le cupole e le meraviglie di Napoli fino a San Martino.

 

M’Barka, lei vanta una carriera straordinaria tra musica e cinema. Nel 2005 ha inciso Alto Calore, inserendo nella track list “Indifferentemente”. Perché ha scelto proprio questa canzone?

È un brano così passionale, così bello per cui non ho resistito a cantarlo in arabo. Questo è il Mediterraneo, la mia fortuna è che sono una donna del Mediterraneo”.

 

 Lei è portavoce della canzone napoletana nel Mondo, non ci sono molti cantanti italiani che fanno da ambasciatori di questo linguaggio musicale….

“Sono d’accordo, purtroppo è così. Molti snobbano la canzone napoletana. In molte occasioni importanti ho proposto di cantare pezzi napoletani che mi sono stati negati e allora ho rinunciato ai programmi, non mi sembrava una cosa normale”.

 

Cosa rappresenta per lei il mondo arabo?

“Le persone dimenticano che sono nati lì i più grandi filosofi, architetti, ingegneri. Dalla culla del mondo arabo sono stati inventati i numeri, per non parlare del petrolio che è la rovina del mondo”.

 

…è un “mondo” diviso da sempre, lei pensa che ci siano punti in comune con lo scenario sociale italiano?

“Purtroppo è una maledizione, questa grande “terra” non si riunirà mai. Vedo ogni giorno che in Italia continuano a crearsi fratture o, meglio, non si sono mai sanate. Se solo pensiamo che ci si distingue per area geografica, ci chiamano Meridionali. Come si può parlare di unità. C’è sempre grande diffidenza da parte del Nord non c’è niente da fare, di cosa parliamo, loro cercano di nascondere questo sentimento negativo che esiste eccome. Per me non esistono Nord e Sud, esiste una bandiera tricolore italiana”.

 

Ritornando alla sua carriera artistica, lei come è entrata in contatto con la musica italiana?  

“Ho avuto la possibilità di incontrare dei pilastri della musica napoletana di livello internazionale. Prima Tony Esposito, poi ho conosciuto Eugenio Bennato che ha avuto l’intuizione di iniziare con me un percorso mediterraneo con l’arabo e il francese. Da lì è iniziato tutto. Molte tournée in giro per il Mondo con il mio trio storico di musicisti straordinari a cui tengo, una formazione musicale composta da Arcangelo Michele Caso al violoncello, Raffaele Vitiello alla chitarra e Gianluca Mercurio alle percussioni”.

 

Il pubblico si aspetta da Lei grandi novità…

“In questi mesi sto lavorando su due progetti. Il primo è l’uscita di un nuovo cd e l’altro è un programma televisivo che si chiama Mediterraneamente“.

 

M’Barka può darci qualche anticipazione su questo nuovo programma televisivo dal titolo molto suggestivo “Mediterraneamente”?

“È un programma dove appunto si parlerà del Mediterraneo in tutti i suoi aspetti. Partiremo da Napoli per poi andare in onda a livello nazionale grazie anche al nostro editore Gino Giammarino“.

 

 Stiamo vivendo anni di terrore, di grandi crisi sociali ed economiche. Una canzone ci può salvare e lei quale brano sceglierebbe per “gridare” al Mondo di ritrovare la via della pace?

“Senza dubbio La vie en rose. In questa canzone c’è di tutto, l’amore, rilassiamoci un po’ tutti, facciamo l’amore non la guerra”.

 

 Lei a partecipato a film di spessore internazionale con registi da Oscar come John Turturro, ma non tutti sanno che M’Barka ha dato voce anche ad altri lungometraggi…

“È vero, non so perché non se ne parli. Il mio primo film risale al 1998, La stanza dello scirocco di Maurizio Sciarra. Poi il film di animazione Totò Sapore dei fratelli Bennato con la vittoria del Nastro D’Argento insieme a Pietra Montecorvino. E, infine, Non c’è più religione di Luca Miniero con la grande interpretazione di Claudio Bisio. Ho cantato Guaglione, in francese, arabo e napoletano nella scena in cui Claudio andava sott’acqua”.  

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