MIGRANTI: SANCHEZ APRE A OPEN ARMS, IRA DEI POPOLARI

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La crisi di Open Arms piomba anche sulla politica spagnola

La scelta del presidente del governo a interim, il socialista Pedro Sanchez, di offrire il porto di Algeciras, nella lontanissima Andalusia, ha scatenato le ire dei popolari e ha nei fatti aperto la nuova campagna elettorale. Il capo di governo, che ha deciso di muoversi dopo 17 giorni di attendismo (la Spagna era tra i sei Paesi Ue che si erano offerti per la ridistribuzione dei migranti a bordo della nave dell’Ong), segna un cambio di marcia nella politica sui migranti. Il governo di Sanchez nei mesi scorsi si era infatti impegnato per ridurre gli sbarchi dal Marocco, sempre più frequenti sulle coste dello Stretto di Gibilterra e del Mare di Alboran e, per un periodo, aveva deciso anche di evitare la redistribuzione dei migranti che approdavano in Italia. Ora sembra cambiare politica e tornare alle origini, mossa che alle urne lo aveva premiato, anche in vista di una possibile alleanza con il movimento di Podemos. “L’inconcepibile risposta delle autorità italiane, e in particolare del suo ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di chiudere tutti i suoi porti e le difficolta’ manifestate da altri Paesi del Mediterraneo centrale, hanno portato la Spagna a guidare nuovamente la risposta alla crisi umanitaria”, fa notare il capo di governo. “È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e solidale, affrontando la sfida dell’immigrazione con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue”, aggiunge.

Non tutti hanno accolto l’iniziativa, a partire dall’Ong Open Arms che, pur non manifestando un rifiuto aperto, fa notare che “Algeciras è il porto più lontano del Mediterraneo e servono sette giorni di navigazione”. Inutile sottolineare che “dopo 17 giorni di attesa, i migranti a bordo non possono reggere ancora”. Le autorità locali spagnole, sindaco di Algeciras e governatore dell’Andalusia in testa, entrambi del Partito popolare, la giudicano una sciagura. “Sanchez non coinvolgendo nessuno nella sua scelta, dimostra disprezzo per questa città”, dichiara il governatore dell’Andalusia, Juanma Moreno. “D’ora in poi saranno accolte tutte le ‘Open Arms’ che arriveranno sulle coste spagnole?” chiede l’esponente dei popolari, Antonio Gonza’lez Terol.

Nemmeno Ada Colau, da sempre pro Ong, si mostra soddisfatta: “Una scelta tardiva, noi abbiamo dato disponibilità12 giorni fa”. Madrid tuttavia non resta sola: la Commissione Ue conferma la ridistribuzione con altri cinque Paesi e la Francia si dice pronta ad accogliere 40 dei 107 migranti. E apre un fronte diplomatico con l’Italia. Mentre Colau chiede “una crisi diplomatica” con Roma, gli Esteri di Madrid annunciano un ricorso ai tribunali dell’Ue contro la politica dei porti chiusi del capo del Viminale. Salvini, invece, trova motivo per cantare vittoria: “Chi la dura, la vince”.




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