Moda, Armani dagli abiti ai gioielli: ecco la donna trasformista

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A Milano un vero “Armani Day” con ottanta modelli al femminile e dieci al maschile

Una giornata dedicata al mondo Giorgio Armani tra arte e design, creatività ed eccellenza del Made in Italy. E una giornata di “prime volte” entusiasmanti per il grande stilista sempre pieno di idee geniali che ieri ha celebrato anche la sua Milano con una serie di eventi davvero interessanti quanto memorabili.  Un vero Armani Day. «È la mia prima volta con la presentazione della Pre-Fall 2020/2021 all’Armani/Teatro – racconta Giorgio Armani, festeggiatissimo dagli ospiti e giornalisti arrivati da tutto il mondo – con ottanta modelli al femminile e dieci al maschile, poi è la mia prima volta per la collezione di alta gioielleria presentata all’Armani Hotel e ancora il debutto della mostra Accenti di stile all’Armani/Silos con 800 miei accessori che raccontano quarant’anni di moda tra borse, scarpe, bijoux». Insomma una full immersion nella filosofia e nell’estetica armaniana culminata con una cena di gala e una serata di musica e mondanità battezzata Giorgio’s, con la voce di Giorgia e ospiti come Beatrice Borromeo col marito Pierre Casiraghi, Eva Herzigova, il sindaco di Milano Beppe Sala, Andrèe Ruth Shammah, Francesco Vezzoli e le sorelle Vera e Viola Arrivabene.

Sala tutta nera nell’Armani/Teatro come nella migliore tradizione del brand che ricorda il mitico teatrino di via Borgonuovo dove tutto è cominciato tanti anni fa e dove si stava a bocca aperta e fitti fitti ad ammirare quello stile androgino per la donna in carriera entrato nel mito. Ora tutto è cambiato, in primis le donne e il loro animo, ma non la magia di una sfilata con la regia di Giorgio Armani impeccabile e superbamente orchestrata pur nell‘apparente minimale semplicità.  Nel buio si accende la scritta al neon con la firma dello stilista al centro della scena-passerella e via con lo show della Pre Fall 2020/2021 che ha per titolo Trasformismo, ovvero il rigore e la sensualità della seduzione moderna nel rosso lampone, nel nero, nel color champagne: le modelle sono delle moderne garçonne che amano esprimere la propria personalità mixando nel gioco maschile/femminile i tailleur morbidi di velluto con la piccola giacca e i pantaloni fluidi sugli stivaletti di vernice con gli scialli di lana e i cappotti avvolgenti di maglia-stoffa. 
«Questa è una donna che a seconda di come si veste si trasforma – dice Armani – Stavolta ho concesso libertà alle donne sempre restando nel mio stile. E le scarpe gioiello ingentiliscono il tailleur maschile, oppure il contrario col piccolo vestito nero con la scarpa forte rubata al guardaroba di lui».  Come sempre qualche ispirazione anni Trenta, delicati tocchi orientali mediati dallo stile europeo. «È questa mia quintessenza che rivedo in tante passerelle di miei concorrenti – ironizza Giorgio Armani, che porterà la Cruise a Dubai ad aprile – da me dovete esigere sempre cambiamenti e aggiornamenti. Sono felicissimo di essere copiato, finché mi copiano sono sempre io!» Brillano di diamanti neri e di petali di onice nera i gioielli della serie Si, che con Firmamento e Borgonuovo svelano la creatività delle tre prime collezioni dell‘alta gioielleria Giorgio Armani presentata all‘Armani Hotel con pezzi affascinanti. «A gennaio lanceremo anche i gioielli dell‘Armani Privè», racconta lo stilista. Il signor Armani, come tutti lo chiamano in azienda e nel mondo, non crede nei musei della moda perché «la moda è quella che si indossa non quella appesa» e non è nemmeno entusiasta dei giovani che si presentano oggi negli atelier. «Ne vorrei vedere meno di aspiranti stilisti ma più bravi» sentenzia Armani.




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