Morte Floyd, in manette tutti i poliziotti

L'ex capo del Pentagono critica il presidente Trump. Scontri a Brooklyn, tre agenti feriti. Oltre 10 mila persone fermate

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Sono stati arrestati tutti gli agenti coinvolti nell’omicidio di George Floyd, l’afroamericano morto a Minneapolis dopo che un poliziotto gli ha premuto il ginocchio sul collo. Thomas Lane e Tou Thao sono stati portati nel penitenziario della contea di Hennepin intorno alle ore 17 locali. J. Alexander Kueng si era già consegnato nel pomeriggio. Dereck Chauvin, l’agente che teneva il ginocchio sul collo di Floyd, è in prigione dalla scorsa settimana con l’accusa di omicidio. Per tutti è stata fissata una cauzione da un milione di dollari. Per Chauvin l’accusa è destinata a essere aggiornata da omicidio colposo a omicidio volontario. Dall’autopsia è emerso che George Floyd aveva il coronavirus ma era asintomatico. Un’impostazione che il capo del Pentagono Mark Esper ha dichiarato di non condividere: la legge del 1807 che consente al presidente di usare l’esercito negli Usa dovrebbe essere usata “solo nelle situazioni più urgenti e drammatiche e non siamo in una di quelle situazioni ora” ha detto Esper.

La scelta di Trump è stata criticata anche dal suo ex segretario alla Difesa James Mattis, in una rara e durissima presa di posizione pubblica: “Donald Trump è il primo presidente nella mia vita che non tenta di unire il popolo americano, neppure finge di tentare. Invece tenta di dividerci”. ha detto l’ex capo del Pentagono in una nota a The Atlantic. “Siamo testimoni – ha proseguito – delle conseguenze di tre anni di questo sforzo deliberato, di tre anni senza una leadership matura. Possiamo unirci senza di lui, attingendo alla forza interna alla nostra società civile”. “Quando entrai nell’esercito, circa 50 anni fa, feci un giuramento per sostenere e difendere la Costituzione. Non avrei mai sognato che ai soldati che fanno lo stesso giuramento sarebbe stato ordinato in qualsiasi circostanza di violare i diritti costituzionali dei loro cittadini, ancor meno per una bizzarra foto del commander in chief con a fianco la leadership militare”, ha aggiunto Mattis, riferendosi anche al suo successore Mark Esper.

La risposta di Trump è arrivata su Twitter: “Probabilmente l’unica cosa che io e Barack Obama abbiamo in comune è che entrambi abbiamo avuto l’onore di licenziare Jim Mattis, il generale più sovrastimato del mondo. Chiesi la sua lettera di dimissioni e mi sentii benissimo. Il suo soprannome era ‘caos’, cosa che non mi piaceva, e l’ho cambiato in cane pazzo”.

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