Musica: Baglioni, a farmi andare avanti è la curiosità

"Quello che mi fa andare avanti è la curiosità, perché c'è sempre qualcosa ancora da fare e imparare"

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È Claudio Baglioni il primo ospite, oggi alle 21, del nuovo ciclo di ‘Stories’, su Sky TG24, interviste ai protagonisti dello spettacolo, con una serie di appuntamenti dedicati al mondo della Musica (canali 100 e 500 di Sky e canale 50 del dtt; sabato 6 febbraio alle 16.50 su Sky Arte, canale 120 di Sky e disponibile on demand e su skytg24.it). E per l’occasione diventa “Stories Live”, un racconto in parole e Musica, nel quale gli aneddoti e i ricordi degli artisti si mescolano alle loro canzoni più belle, eseguite dal vivo in set acustico, in uno studio intimo e caldo. Dopo sette anni dall’ultimo album, Baglioni è tornato con “In questa storia che è la mia”, un nuovo disco di inediti: oltre due milioni e mezzo di stream e più di 50mila copie fisiche vendute, in soli due mesi dall’uscita. Un concept album che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale.
“A me il successo – ha raccontato Baglioni – è capitato quando meno me lo aspettavo e non ci credevo più, quindi ho vissuto tutta la mia vita professionale, e lo sto facendo ancora oggi, per meritarmi il successo che ho avuto tanto anni fa e che trovo ancora oggi inspiegabile. All’obiezione che qualche motivo di successo nei suoi cinquant’anni di carriera ci sia, l’artista ha spiegato che finché mi dà la spinta per fare qualcos’altro preferisco che il mio successo rimanga un arcano, che sia un punto interrogativo”. Baglioni ha ricordato il momento durissimo che il mondo della Musica sta attraversando, per le limitazioni imposte dalla pandemia: “L’arte – ha detto – in questo tempo complesso si è fermata, anche se non a livello creativo. È una delle attività che è stata davvero colpita al cuore. Molti di noi hanno visto finire del tutto l’attività dal vivo. Ma è proprio questo il momento di sperimentare nuove idee ed esplorare nuove possibilità. Per questo ho deciso di trasformare il mio ultimo concept-album in un’Opera, con l’Orchestra, il Coro e il  Balletto del Teatro dell’Opera di Roma, utilizzando ogni spazio del teatro – palco, platea, gallerie, foyer, corridoi, camerini – come spazio scenico, nel quale musicisti, coristi, band, ballerini e performer daranno vita ad uno spettacolo di arte totale, senza il pubblico, che verrà trasmesso in streaming. Un progetto che, probabilmente, non sarebbe nato in un altro momento. Abbiamo cercato di fare di necessità virtù e, dato che, purtroppo, il pubblico non potrà venire a teatro, abbiamo deciso di portare il teatro, in tutta la sua bellezza, al pubblico”.
Il cantautore ha poi parlato del suo più grande successo, “Questo piccolo grande amore”, e del rapporto che gli artisti hanno con i loro maggiori successi. “Ci sono delle canzoni che diventano ‘canzoni capitali’ – ha spiegato -, come se non ci fosse altro, sono le pietre miliari delle carriere, io ne ho avute alcune. “Questo piccolo grande amore” è una canzone che mi ha contrassegnato e definito per moltissimo tempo. Da artista si tende persino a prendere quelle canzoni e cambiarle, per riappropriarsene. Una volta a Palermo ho avuto una lezione: alla fine di un concerto negli stadi, in cui avevo fatto una versione completamente diversa dall’originale, una fan, dandomi del Lei per creare una distanza, mi disse: ‘Non si può permettere più di fare questa canzone in quella maniera perché appartiene a una memoria collettiva. Non è più sua, è nostra’. E fu una sentenza. Io allora reagii anche un po’ arrogante, però poi, riflettendoci su, aveva assolutamente ragione”.
Il cantautore ha ripercorso anche gli anni della giovinezza quando, prima di diventare famoso, sognava di diventare architetto: “Mi ero iscritto alla facoltà di Architettura perché pensavo di essere pronto per cambiare il mondo. Mi ricordo di avere partecipato ad una di quelle assemblee dove arrivavano gli studenti più grandi, con le barbe e i baffi da rivoluzionari. Noi matricole venimmo incolonnate per uscire, per interrompere la lezione misero il povero professore dietro alla lavagna. Uscendo io presi anche uno schiaffo sulla nuca e dissi ‘se la rivoluzione è questa, anche no’. Però non mi girai, per non prendere anche il secondo”. Per il nuovo ciclo Stories Live ci sarà anche una novità tecnologica: durante la messa in onda dei contenuti comparirà un QR Code che permetterà, inquadrandolo con la telecamera del proprio smartphone, di accedere a una serie di contenuti speciali dedicati al cantante sul sito Skytg24.it. Inoltre le interviste di “Stories” e “Stories Live” sono sempre disponibili anche tra i podcast di Sky TG24, sul sito Spettacolo di skytg24.it e sulle principali piattaforme di podcasting.
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