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NAPOLI, INCENDIO IN FABBRICA DI ALLUMINIO

Un vasto incendio si è propagato questa mattina stamattina nella fabbrica di alluminio “Cerbone” a Casoria nel napoletano e ha causato la diffusione di fumi potenzialmente nocivi per la salute. “Per questo motivo – si legge in un’ordinanza della Città di Casoria, firmata dal commissario straordinario, Santi Giuffrè – si sta verificando una situazione che può determinare un’emergenza sanitaria per la popolazione”. Viene, quindi, considerato “necessario a tutela della salute della cittadinanza provvedere nel merito stante l’alto rischio con pericolo della salute pubblica”. Ai cittadini residenti nella zona, fino a 300 metri dallo stabilimento di via Indipendenza, è sconsigliato uscire dai luoghi chiusi e di farlo solo se strettamente necessario indossando una mascherina, chiudere porte e finestre delle abitazioni e delle attività commerciali per prevenire un possibile passaggio di inquinanti, compresi impianti di areazione forzata fino a cessato allarme e di non svolgere manifestazioni ludico sportive o altri eventi all’aperto”. L’ordinanza, inoltre, vieta, in attesa di rilevazione dagli enti Arpac “la raccolta e il consumo di frutta e verdura”. Il documento è stato inoltre trasmesso al prefetto di Napoli, all’Arpac, alla polizia locale di Casoria, ai carabinieri della città, alla polizia di Afragola e all’Asl Na 2 Nord.

Emergenza sanitaria per la popolazione

“In attesa che si accertino le cause dell’incendio del capannone , la priorità è dare in tempi brevi risposte certe e rassicurazioni per la salute dei cittadini di quel territorio e garantire la messa in sicurezza dell’area”, ha commentato in una nota Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania. “L’incendio della fabbrica di alluminio di quelle dimensioni – ha aggiunto – lascia tappeti di cenere e rifiuti non più riciclabili con un rischio inquinamento non solo atmosferico ma anche del suolo: quando si spengono le fiamme, le sostanze inquinanti rischiano di trasferirsi nelle falde acquifere. Stiamo parlando di una città, quella di Casoria, già esposta all’inquinamento da polveri sottili e che ha visto nel 2018 ben 50 superamenti dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 mentre sono già 10 quelli dall’inizio dell’anno”.

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