Napoli, inchiesta su morto Cardarelli. Autore video: Soccorsi dopo mezz’ora 

C'è un'inchiesta della procura di Napoli sul caso del 84enne morto ieri in un bagno dell'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era ricoverato dal giorno precedente

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La polizia, incaricata delle indagini, ha acquisito la documentazione clinica e anche il video girato da un altro paziente del presidio napoletano e che in poche ore ha fatto il giro del web, con un mare di polemiche, e su cui l’azienda ospedaliera ha immediatamente avviato un’indagine interna.

Un video che il direttore del Cardarelli, Giuseppe Longo, ha definito “deplorevole”, anche se “che avvenga un decesso e avvenga in un bagno è una notizia che probabilmente deve essere diffusa, perché è giusto sapere determinate notizie”. Il paziente, ricostruisce il Dg, “si è allontanato autonomamente dalla zona Sospetti dove era ricoverato, è andato in bagno e lì ha trovato purtroppo la morte”. Ma, ci tiene a precisare, l’afflusso notevole di pazienti nel pronto soccorso ha diversi significati: non significa per nulla un abbandono, sin dall’ingresso vengono seguiti, valutati, sottoposti agli esami diagnostici e alle terapie”. Diversa la realtà raccontata da Rosario La Monica, l’autore del video, che dopo ore di incertezza ha deciso di pubblicare su Facebook un lungo post scusandosi con la famiglia del defunto: l’intenzione, spiega, era mostrare che “Chi è vecchietto è destinato a morire perché se vai in ospedale e hai un infarto pensano prima a quello del Covid e se non hai il Covid lo prenderai sicuro”.

La Monica era ricoverato con problemi polmonari e in attesa di tampone “sono stato un giorno senza ricevere né medicine né altro, solo ossigeno preso da me nel corridoio”. È lui stesso, racconta, ad alzarsi durante la notte per assistere gli altri pazienti, controllando e cambiando le bombole esaurite. Poi la tragedia: “Un vecchietto all’ultimo letto era senza forze, ma doveva andare in bagno: io sono riuscito a trascinare un infermiere per chiedere un catetere, che non è mai arrivato: alla fine l’ho accompagnato in bagno, dopo 10 minuti ho aperto la porta, gli ho chiesto ‘tutto ok’, lui con la testa mi ha detto di sì”. Poi, continua, “ho riaperto la porta e c’era il vecchietto a terra, ho preso l’acqua e gliel’ho gettata sulla faccia, ho visto che si muoveva e ho chiesto aiuto, ma mi hanno trattato come se avessi l’ebola.Mi hanno detto ‘Fatti i fatti tuoi, passi un guaio perché tu non sei sicuro di aver il virus'”. Invece “sono tornato dentro, ho preso il cellulare, ho messo i guanti e ho registrato il video, poi ho fatto chiamare il 112.

Gli infermieri sono arrivati dopo mezz’ora, hanno dichiarato la morte, mettendolo vicino a noi come se niente fosse. Dopo un altra mezz’ora è venuto il medico e ha detto che si era trattato di arresto cardiaco. Ma il vecchietto non riusciva a respirare, aveva bisogno di ossigeno. Non c’era niente, c’ero io contro tutti”. Un racconto immediatamente bocciato dal primario del pronto soccorso, Fiorella Paladino, che parla di accuse “del tutto false”. Anzi, racconta, ” più volte le nostre infermerie hanno dovuto chiedere a quell’uomo di allontanarsi dalla strumentazione medica e dai monitor di sorveglianza di altri pazienti”. E conclude: “È molto triste che quest’uomo abbia approfittato di ogni istante nel quale aveva modo di essere solo per portare avanti la sua ossessione, usando la sofferenza di altri pazienti e il nostro ospedale quasi come un set per girare video che ha poi postato sui social”. Anche su questo dovrà fare luce la magistratura.

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