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NAPOLI ONORA MERCADANTE, GLI EREDI DONANO IL SUO PIANOFORTE

L’11 dicembre concerto al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli.

Il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli rende omaggio a Saverio Mercadante in occasione della donazione del suo pianoforte, un Pleyel, da parte dei suoi eredi. Martedì 11 dicembre, artisti di calibro internazionale suoneranno nel prestigioso Conservatorio partenopeo in memoria di uno dei più celebri compositori dell’Ottocento. Tratti caratteristici dello stile operistico di Mercadante, al quale non fu estraneo l’influsso di Rossini, sono la particolare elaborazione del linguaggio armonico, l’interessante e nuova tecnica di orchestrazione, la spiccata evidenza drammatica dei personaggi, per molti versi anticipatrice del teatro di Verdi. All’evento parteciperanno Francesco Rodriguez, erede di Saverio Mercadante; Carmine Santaniello, direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella; Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale campano e membro della commissione regionale Cultura; Pasquale Scialò, compositore e musicologo, docente di Pedagogia della Musica presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno; Carlo Mormile, pianista e compositore, maestro presso il conservatorio di San Pietro a Majella.

Stando ai racconti degli eredi, il “Maestro” suonava il suo pianoforte da camera del Maestro spesso di notte, per correggere alcune partiture e per forgiare i brani scritti  per la sua amata Sofia. Il pianoforte di Mercadante ha una storia molto travagliata. Nell’immediato dopo guerra, la sua proprietaria Mariarosaria Lanni, rimasta orfana a 9 anni della madre e a 17 del padre, veniva affidata alla nonna paterna, e nominato tutore lo zio. Caduto in disgrazia economica lo zio si era impossessato dei beni della nipote, tra cui, appunto, il pianoforte, il salottino appartenuto alla figlia di Mercadante, oltre a quadri, e gioielli. Solo grazie all’intervento del fidanzato della Lanni, poi divenuto suo marito, allora capo di gabinetto, si riuscì a riappropiarsi dei beni del Maestro, che per fortuna non furono messi in vendita. Una giorno, il capo di gabinetto, accompagnato da un alto magistrato, la sua futura moglie e alcune camionette dei carabinieri e dei camion, si recavano a sorpresa presso la casa dello zio, e recuperavano, quel poco che rimaneva di una cospicua eredità della sventurata, il cui padre era un famosissimo avvocato divorzista, che lavorò anche per Matilde Serao, che fu fondatrice del quotidiano “Il Mattino, assieme al marito Eduardo Scarfoglio.

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