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NERVI TESI NEL M5S. I CASI GRILLO E DI BATTISTA SIGILLANO LE DOVISIONI INTERNE

Nervi tesi nel M5s. E l’approssimarsi della scadenza elettorale europea sta mettendo a nudo e acuendo i malumori interni. Spaccature, divisioni scaturite in seguito al cambiamento di pelle del Movimento, divaricazioni emerse di fronte a scelte ritenute sbagliate, veleni prodotti dalla gestione del rapporto col Socio di Governo – Matteo Salvini – da parte del Capo Cinquestelle Luigi Di Maio. Una gestione non unanimemente condivisa. A far traboccare il bicchiere il No all’autorizzazione a procedere richiesta dal Tribunale dei Ministri di Catania contro il Capo del Carroccio, nonché vicepremier e Ministro dell’Interno”. E l’abiura a uno dei principi fondanti della Bibbia pentastellata non è stata metabolizzata da molti.

Una decisione – il rifiuto dell’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Diciotti – che ha aperto un solco difficilmente colmabile tra ortodossi e governisti.

A sigillo della spaccatura, è di questi giorni il Gran Rifiuto di Alessandro Di Battista a correre per le Europee. Di Maio e Davide Casaleggio gli avevano offerto il posto di capolista in tutti i collegi forse nella segreta speranza di togliersi dai piedi un personaggio oggi divenuto scomodo. Lui ha sbattuto la porta!

Ma non è tutto. C’è poi il caso Beppe Grillo, il fondatore del Movimento insieme con Gianroberto Casaleggio emarginato nel ruolo di Garante e oggi di fatto distante dalla sua Creatura.

Per non dire poi della diffusa irritazione anche tra i semplici simpatizzanti per il ritardo di oltre un anno con cui Casaleggio jr e Di Maio hanno fatto uscire la notizia del nuovo atto costituivo del Movimento firmato nel dicembre 2017 alla presenza di un notaio. Una iniziativa silenziosa che ha di fatto reso padroni del M5s Di Maio e l’Erede dello scomparso Gianroberto.

È ormai chiaro a tutti, le questioni che agitano i Cinquestelle sono spinose. E l’ordine di scuderia che parte dalla Casaleggio Associati è di non parlarne. I beoti attivisti obbediscono. E tacciono.

Senza spina dorsale i fantasmi del clic della piattaforma Rousseau ormai metabolizzano di tutto, dalle genuflessioni a Salvini all’accantonamento di intellettuali e studiosi, dalle epurazioni e dalla messa in naftalina di Beppe Grillo alla emarginazione non dichiarata di Di Battista, dallo stravolgimento della Bibbia pentastellata ai mal di pancia diffusi nei Gruppi parlamentari.

Da parte dei disciplinati e obbedienti adepti non una domanda, non un dubbio, non un invito alla riflessione sulle eclissi di Grillo e Di Battista, quest’ultimo testimonial globe trotter che col suo ritorno sulle Patrie Sponde avrebbe dovuto contribuire a restituire al M5s quella spinta propulsiva ormai esaurita.

Roba da codice settario.

Ma è soltanto una questione di tempo. Le urne Europee – vedrete – restituiranno la voce a quanti finora hanno scelto la strategia del silenzio. E se ne vedranno delle belle. Ma forse sarà troppo tardi. Si accettano scommesse…

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