NUCLEARE,DALLE PREOCCUPAZIONI FRANCESI ALLA SOGIN:L’AUDIZIONE DI CRIPPA

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La Francia è preoccupata che lItalia non si riprenda i rifiuti radiottivi stoccati oltralpe entro il 2025, visti i ritardi del nostro Paese nella realizzazione del deposito nazionale.

Lo ha detto Davide Crippa, sottosegretario allo Sviluppo economico, in audizione lo scorso 30 luglio in commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali. Il sottosegretario ha riportato che il combustibile esaurito prodotto durante lesercizio delle centrali nucleari italiane è stato ormai quasi completamente inviato allestero. Rimangono da definire le operazioni di trasferimento della quota rimanente inferiore all1% con linvio in Francia di 64 elementi di combustibile presenti nel deposito Avogadro di Saluggia (Vc) della Deposito Avogadro spa. Italia e Francia hanno sottoscritto un accordo negli anni passati per il trattamento oltralpe di 235 tonnellate di combustibile nucleare utilizzato negli impianti nucleari italiani. La consegna agli impianti francesi sarebbe dovuta avvenire tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2015, ha ricordato il sottosegretario.

Con lo stesso accordo, il Governo italiano si era impegnato a prendere tutte le misure necessarie per realizzare un sito di stoccaggio idoneo per il completo rientro in Italia dei rifiuti provenienti dal riprocessamento, entro il 31 dicembre 2025 e ad informare annualmente il Governo francese sullavanzamento di queste attività. Al momento sono state trasportate dallItalia circa 222 tonnellate e restano da effettuare tre trasporti dal deposito Avogadro (circa 13 tonnellate). Crippa ha evidenziato che lesecuzione degli ultimi trasporti è subordinata da parte francese a precise garanzie del Governo italiano di ripresa in carico dei rifiuti alla data prevista. Infatti, da parte francese permangono il marcato timore di un mancato ritiro del materiale inviato, considerato il ritardo accumulato nel processo di localizzazione del deposito nazionale, e la consapevolezza delle difficoltà che normalmente si incontrano in un processo autorizzativo di questa rilevanza, ha detto Crippa. Non vi è dubbio che questa situazione di perdurante blocco costituisce un problema anche per la parte francese. La ripresa di contatti con il Governo italiano ha ancora specificato Crippa dando conto dellinterlocuzione con la Francia è un evidente segnale della ricerca di una soluzione che dia alla Francia una garanzia concreta sulle modalità e sui tempi del rientro in Italia dei rifiuti dopo il riprocessamento.

Lo smantellamento degli impianti nucleari italiani sarà completato nel 2036, con una spesa stimata in 7,2 miliardi di euro; lobiettivo del green field, invece, sarà raggiunto tra il 2029 e 2042. Lo ha detto Davide Crippa, sottosegretario allo Sviluppo economico, in audizione in commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali riportando il contenuto del piano a vita intera 2019-2022 del decommissioning, approvato da Sogin nel novembre 2017. Secondo il piano, le condizioni di brown field dei siti nucleari saranno raggiunte con tappe diverse per ogni singolo impianto e comunque entro il 2036, ha sottolineato ancora Crippa, mentre quelle di green field potrebbero essere attuate, nellipotesi di realizzazione e quindi di conferimento al deposito nazionale, tra il 2029 e il 2042. Rispetto al piano complessivo, Sogin attesta uno stato di avanzamento dellattività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari, al 31 dicembre 2018, pari a circa il 30,1% dei costi a vita intera, calcolato sui costi commisurati della commessa nucleare. Il precedente consuntivo, datato 2017, ammontava al 27%.




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