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OMBRE SU ARCORE. SILVIO: “MAI CONOSCIUTO LA MODELLA MORTA”. MA TESTIMONI LO SMENTISCONO

Esplode il giallo dalle parti di Arcore e dintorni. “Avvelenamento da mix di sostanze radioattive”, recitano i primi spifferi usciti dalla Procura di Milano. Si riferiscono alla morte di Imane Fedil, la modella unica testimone contro nel processo Ruby-ter. La fine della giovane donna è sopraggiunta dopo un mese di sofferenze. Ed è stata atroce, sussurrano: disfacimento delle viscere per avvelenamento.

Ma ancora manca l’ufficialità sulle cause che hanno spezzato la vita della modella presente a otto cene eleganti organizzate da Silvio Berlusconi nella sua villa di Arcore. E alla prima ipotesi trapelata – quella relativa ad avvelenamento da mix radioattivo – è seguita quella secondo la quale la morte sarebbe sopravvenuta in seguito ad una infezione del midollo.

La Fedil – come è noto – dopo che tutte le Olgettine avevano negato dopocena piccanti, era rimasta l’unica testimone contro Emilio Fede e Lele Mora nella veste di parte civile nel processo Ruby-ter.

La modella, ospite più di una volta delle cosiddette “cene eleganti” finite in festini, aveva inoltre annunciato rivelazioni scottanti nel libro che stava scrivendo. Un annuncio che forse si è tradotto nella sua condanna a morte.

In molti, insomma, potevano essere tentati dallo sbarazzarsi della scomoda modella. Una vicenda che ricorda quella dei “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie. E di certo questa volta il maggiordomo non c’entra…

Intanto, in attesa di conoscere i risultati ufficiali delle analisi di laboratorio sconcerta il comportamento del Leader di Forza Italia.

“Excusatio non petita, accusatio manifesta”, dicevano i latinisti medioevali…

“Chi si scusa, chi si giustifica, si accusa”, la locuzione tradotta secondo il linguaggio corrente.

È gioco facile smentire i morti. I morti non possono ribattere. E perciò è anche gioco vile!

Detto papale papale, Berlusconi ha scelto la strada più sbagliata per allontanare le ombre dalle cene eleganti e dalla sua persona in seguito al giallo scaturito dalla morte della ragazza. Berlusconi ha negato di averla conosciuta. E a stretto giro sono arrivate le smentite alle sue affermazioni da sentenze e testimoni.

Avrebbe fatto meglio a limitarsi ad esternare il proprio rincrescimento per la fine della giovane donna e a non andare oltre, il Puttaniere emerito.

Il negare di aver conosciuto la giovane donna è stato per Lui come gettarsi la zappa sui piedi.

Almeno questa è l’impressione piuttosto diffusa nell’opinione pubblica in seguito alle affermazioni di questa mattina.

Berlusconi avrebbe infatti dovuto smentire parecchio tempo prima la sua accusatrice, quando era in vita! E quando era in tribunale per testimoniare.

Ora negare l’evidenza non è scelta intelligente.

Soprattutto in presenza delle pagine – oggi nelle mani dei magistrati – del libro scritto dalla sventurata giovane.

D’obbligo allora chiedersi per quale ragione sia stato spinto a dire la bugia. Per confusione mentale? O altro?

Indubbiamente un passo falso – questo dell’Immarcescibile – nel labirinto delle menzogne che hanno fatto da corollario alle cene eleganti a Villa San Martino nel territorio di Arcore.

Una nuova pagina nera dopo i casi Dell’Utri, le chiacchiere relative alle origini e alle protezioni di Forza Italia, i sospetti derivanti dall’ingaggio del mafioso stalliere a guardia della villa di Arcore…

Intanto Lui – imperterrito – continua la campagna elettorale in Basilicata.

E le televisioni Mediaset tra capriole e contorsionismi cercano di derubricare il tutto…

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