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PSICANALISTI CONTRO IL DECRETO SICUREZZA: “MIGRANTI COME FANTASMI, A RISCHIO SOFFERENZE PSICHICHE”

Lettera aperta della Società di Psicoanalisi al Presidente Mattarella: “L’applicazione del decreto sta rendendo la condizione dei migranti e quella italiana sempre più insicura”

Migranti come fantasmi, esposti al rischio di umiliazioni e sofferenze psichiche profonde e disumane, gli psicanalisti italiani lanciano un duro attacco contro il Decreto Sicurezza. Con una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, gli psicoanalisti della Società psicoanalitica italiana esprimono il loro profondo dissenso verso il Decreto Sicurezza. “Contrariamente al termine sicurezza contenuto nella legge – scrivono – l’applicazione del decreto sta già rendendo la condizione dei migranti e quella italiana sempre più insicura”. “Chi di noi opera in città come Roma, Milano, Caserta, Bologna, dopo l’approvazione della legge, hanno visto da un giorno all’altro centinaia di migranti lasciati in strada senza protezione. Diventati fantasmi e privati di tutto” “La nuova legge – denuncia la Spi – rende di fatto impossibile l’integrazione dei migranti in Italia, esponendoli ancora una volta al rischio di umiliazioni e sofferenze psichiche profonde e disumane. Non riconoscere più il permesso di soggiorno per motivi umanitari è disumano”.

Forte critica anche per la chiusura degli Sprar: “È grave chiuderli, poiché i sistemi di accoglienza integrata fino ad oggi non si sono occupati solo del sostegno fisico delle persone immigrate, ma hanno promosso percorsi di informazione, assistenza e orientamento, necessari a favorire un dignitoso inserimento socio-economico. Precludere queste opportunità non vuol dire solo annullare drasticamente gli Sprar, ma cancellare ogni possibilità di dare dignità alle persone sostenendo il loro legittimo diritto ad aspirare ad una vita migliore e alla salute”. E ancora: “Gestire il fenomeno migratorio come una pura questione di ordine pubblico è segno di pericolosa miopia”. Gli psicoanalisti italiani, nella loro lunga lettera, chiedono al Capo dello Stato di accogliere il loro appello, poiché, “Operando nel settore, non finiamo mai di stupirci di quanto dolore possa essere inflitto a un essere umano, anche senza volerlo, anche solo girando la testa dall’altra parte”.

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