Renault licenzia 15mila operai, 4.600 in Francia

La casa francese Renault ha annunciato che il suo organico diminuirà di 15 mila unità

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Dopo la Nissan, anche la sponda europea dell’alleanza automobilistica si prepara a tagliare i posti di lavoro: la casa francese Renault ha annunciato che il suo organico diminuirà di 15 mila persone, di cui 4.600 in Francia. Si tratta di metter mano all’8% circa della forza lavoro che conta globalmente 180 mila persone.

I licenziamenti avvengono nel quadro di un piano triennale di risparmi da 2 miliardi di euro e amplificano i segnali di difficoltà del comparto automobilistico, con le vendite precipitate a seguito dei lockdown per la pandemia di Covid 19. Non a caso, il presidente Macron (lo Stato è azionista di Renault al 15%) ha annunciato un piano da 8 miliardi di soccorso al settore.

“Questo progetto è vitale” commenta il direttore finanziario Clotilde Delbos, in una nota. La società che soffre di sovrapproduzione a livello mondiale a causa della crisi innescata dal coronavirus, lo scorso febbraio aveva annunciato le sue prime perdite da 10 anni a questa parte.

La casa automobilistica è anche al centro di un dibattito interno, che vede coinvolto il ministero dell’Economia, perché ha messo sul tavolo la chiusura di quattro stabilimenti transalpini e insieme chiesto un finanziamento pubblico per la sopravvivenza.

“Le difficoltà incontrate dal gruppo, la grande crisi attraversata del settore automotive e l’urgenza della transizione ecologica sono gli imperativi che inducono la società ad accelerare la sua trasformazione”, indica la Renault in un comunicato. Il piano prevede “un miglioramento dell’efficienza e una riduzione dei costi di impiantistica” per circa 800 milioni di euro, “l’ottimizzazione della produzione” con risparmi per circa 650 milioni con una revisione della capacità di produzione globale da 4 milioni di veicoli nel 2019 a 3,3 milioni nel 2024, una “maggiore efficienza delle funzioni di supporto” per 700 milioni. Il costo stimato per la realizzazione del piano è di 1,2 miliardi di euro, precisa il gruppo.

“In un contesto fatto di incertezze e complessità, questo progetto è vitale per garantire una performance solida e duratura”, sottolinea la ceo ad interim, Clotilde Delbos, citata nel comunicato. Il gruppo ha accusato lo scorso anno la sua prima perdita netta in 10 anni e da luglio accoglierà l’italiano Luca De Meo come direttore generale.

 

 

 

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