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RENZI CAMBIA I TONI MA NON PERDE IL VIZIO: BLINDA LA LEGISLATURA MA NON IL GOVERNO

Dall’Adunata Romana dell’Italia Becera alla Miseria Intellettuale esibita dai Demiurghi della Piazza Matteo Salvini e Giorgia Meloni; dallo stato confusionale di Silvio Berlusconi alle parole pronunciate alla Leopolda da Madonnina Etruria Maria Elena Boschi contro il suo ex Partito, il Pd; dagli sgambetti che Luigi Di Maio e Matteo Renzi provano a fare all’indirizzo del loro Premier Giuseppe Conte al volo degli stracci e alle torte in faccia…

Spettacoli di infinita tristezza.

E un inevitabile senso di disgusto assale il Disincantato Osservatore.

Dall’Ammuina di questo week-end, è proprio Conte ad uscirne meglio. Da mediatore ed arbitro del Governo Gialloverde a Guida dell’Esecutivo Giallorosso. Ne guadagna in Autorevolezza, l’Avvocato-Professore.

Il Premier – in sostanza – dice ai Discoli della Maggioranza di non temere eventuali agguati. E alza la voce. Ben sapendo – tra l’altro – che Quelli che hanno maggiormente da temere una eventuale Crisi di Governo con rischio di elezioni anticipate sono proprio Di Maio e Renzi al momento afflitti da debolezza elettorale.

Nella Maggioranza – ormai è chiaro – c’è chi punta a far fuori Conte. Missione quasi impossibile e ricca di rischi per gli Aspiranti Congiurati. Conte lo sa e alza la voce sfidando i malpancisti. Mostra gli attributi in uno Zoo Politico dove gli attributi – quando ci sono – sono miniaturizzati.

Comunque tranquilli. Non succederà niente. Di Maio e Renzi stanno soltanto cercando di riposizionarsi in vista dell’imminente conferimento di un centinaio di Nomine che contano, Quelle Nomine che – come è noto – facilitano la vita a Quanti le fanno…

Tranquilli anche perché Ominicchi e Quaquaraqua non sono adusi ad agire di conseguenza. Ergo, il tellurico Armistizio tra i Litigiosi Soci di Maggioranza non sarà messo in discussione dai Ragli e dai Ruggiti di facciata di questi ultimi giorni. Ragion per cui gli ultimatum hanno lo stesso l’effetto dei mortaretti: non fanno danni se Chi li accende è persona attenta…

Detto ciò, il Piatto Forte della Giornata – si fa per dire – è stato rappresentato dalla chiusura della Tre Giorni alla Leopolda, l’annuale appuntamento renziano giunto alla decima edizione. Quest’anno la manifestazione ha assunto le caratteristiche di un Congresso di presentazione di Italia Viva, il Nuovo Giocattolino dell’ex Capo Scout. Un giocattolino attraverso il Quale Matteo Renzi cerca di fare fortuna dopo il naufragio post-referendario.

Niente di nuovo sotto il sole, il Padrone di Casa della Leopolda, oltre a presentare il Simbolo di Italia Viva, ha ripetuto ciò che era già noto. Ma è stato misurato. Ha usato toni appropriati. Meno urla e soprattutto argomentazioni pacate. Una svolta – questa – probabilmente suggerita dal nuovo staff che gli cura l’immagine. Soltanto un ricordo gli sballati ammaestramenti di Jim Messina, il guru americano pagato a peso d’oro. E scomparso dai radar dopo la legnata referendaria e dopo aver preso il bottino.

Ma, nonostante i toni bassi, l’apparentemente ammansito Rottamatore è quello che è. E che conoscono tutti, a cominciare da Enrico Letta. Cambia i toni ma non il vizio, insomma, l’ex Premier. E se blinda la Legislatura allo scopo di salvare la Pellaccia Sua e dei Suoi non fa altrettanto con il Governo. Conte lo sa e si sta attrezzando…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

20/10/2019   h.14.00

 

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