SALUTE, LE ACQUE DI SCARICO SVELANO USO DI PSICOFARMACI E CIBO

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Il risultato degli studi sulle acque dei ricercatori australiani dell’università del Queensland

Le acque di scaricano ci dicono come mangiamo, quali farmaci assumiamo e quanto siamo dipendenti da droghe o alcol. E ancora quanto queste abitudini sono legate al nostro reddito. A raccontare molto di noi e del nostro stile di vita sono, appunto, anche le acque degli scarichi domestici, su cui si sono concentrati ricercatori australiani dell’università del Queensland, in uno studio ad hoc per creare una mappa di queste informazioni riportate, poi, sulla rivista Futura Science.




I dati riguardano, ovviamente, l’Australia, ma, a grandi linee, possono tracciare un quadro generale. Nel corso di una settimana gli scienziati hanno prelevato campioni provenienti da 22 stazioni di depurazione delle acque reflue, con una copertura di popolazione del 20% dell’area di riferimento. Applicando una procedura e una metodologia statistica complessi, i risultati sono stati poi incrociati con i dati dei censimenti della popolazione. Tutto questo ha consentito di isolare una quarantina di biomarcatori che si trovano normalmente nelle urine. In particolare sono state analizzate le concentrazioni di vitamina B e fibre, che sono risultate più presenti nelle zone residenziali con una popolazione ad alto reddito e che rivelano un’alimentazione diversificata e ricca di frutta e verdura. Tendenzialmente sana, dunque. Per quanto riguarda i farmaci, gli oppioidi sono risultati equamente distribuiti. Ad eccezione della morfina, più presente in aree dove vivono più anziani e del tramadolo (oppioide sintetico), più consumato nelle zone operaie, forse per alleviare i dolori cronici legati a lavori usuranti. Gli antidepressivi sono più utilizzati dalle persone economicamente svantaggiate ma, curiosamente, ogni molecola sembra avere un suo target di popolazione (e di reddito). Nei quartieri dove abitano più quadri, inoltre, sembra essere particolarmente presente un anti-allergico, probabilmente per la maggiore presenza di animali domestici e giardini. L’uso del tabacco, invece, è più diffuso nelle fasce più povere mentre il consumo di alcol, al contrario di quanto normalmente si creda, è maggiore in chi ha redditi più elevati.




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