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SALVINI E DI MAIO “ARCHIVIANO” LA MANOVRA: L’OBIETTIVO GROSSO SONO LE EUROPEE

Cinque mesi per nuove promesse, nuove misure e soprattutto per capire davvero il polso dei propri elettori. 

Messa da parte “idealmente” la manovra dopo l’accordo con Bruxelles, Lega e M5S guardano di nuovo al cuore dell’Europa in vista delle elezioni europee di maggio. Si tratta di un test molto importante, perchè sarà il primo voto quasi un anno dopo la formazione del governo e i leader delle due forze non vogliono fallire l’obiettivo grosso. La prova sta ad esempio nelle parole del segretario del Carroccio Matteo Salvini, che durante una pausa dei lavori al Senato mira già il nuovo traguardo: “Alle Europee mi candido come ho fatto sempre, vediamo se capolista o no. Puntiamo ad avere un portafoglio pesante”. Qualcuno negli scorsi mesi aveva ipotizzato per lui la candidatura a capo della Commissione Ue, ma il ministro degli Interni punta invece ad un dossier economico di peso, come ha ribadito più volte negli ultimi giorni.

La sfida è ovviamente sottrarre voti a Forza Italia, che per respingere l’offensiva salviniana potrebbe candidare Silvio Berlusconi, Antonio Tajani e Mara Carfagna. In Parlamento molti giurano che che in caso di exploit alle Europe la Lega potrebbe staccare la spina al governo; qui Salvini è netto: “Si va avanti cinque anni”. CARTA “DIBBA“. E l’altro vicepremier? Non sta certo con le mani in mano, puntando a inizio 2019 al taglio dei parlamentari e all’avvio concreto del reddito di cittadinanza. Una promessa elettorale fondamentale, su cui si poggiano molte chance per un risultato soddisfacente nelle urne di maggio. Per questo motivo Di Maio rilancia, proponendo un “manifesto”, per tutte quelle forze politiche “che non si identificano né nella destra né nella sinistra”. I punti del progetto?

Il welfare e quindi tutto il tema del reddito, l’innovazione e l’ambiente. Il capo politico del M5S ha una carta da giocare: il ritorno in campo del pasionario Alessandro Di Battista, con il quale passerà le vacanze di Natale insieme. “In questi anni ci siamo aiutati a vicenda e spero prima di tutto torni a vivere in Italia e che possa stare in campo per la campagna per le Europee in cui ci saranno tante cose da raccontare e portare”, assicura. La campagna elettorale è aperta: in ballo questa volta c’è l’esecutivo, ma anche la stessa Europa che conosciamo. Che dovrà resistere all’offensiva populista e all’anno della Brexit. 

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