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SANITÀ: CISL MEDICI, SCONCERTATI DA SPOT MALASANITÀ

“Sono sconcertato da questo video: sebbene si tratti di una signora affascinante, è incredibile che si presti a una simile pubblicità, probabilmente molto ben pagata”.

Lo afferma Biagio Papotto, segretario generale della Cisl Medici, tornando sulla polemica innescata da uno spot pubblicitario con protagonista Enrica Bonaccorti, su un servizio di assistenza legale per casi di malasanità. “Facendo un veloce résumé della situazione – ricorda il sindacalista – la signora Bonaccorti si è avventurata in una pubblicità che gira in video e nelle chat in questi giorni, nella quale dice che “se pensi di dover avere un risarcimento da un danno ricevuto in ospedale ecco il numero di telefono, hai anche 10 anni per avere ciò che ti spetta”. Non bastava l’orda di avvocatucci che ormai girano dentro gli ospedali a caccia di possibili clienti al pari dei cassamortari. La Bonaccorti no, questa non ce l’aspettavamo. Lei è una donna saggia, non può non aver valutato i pro e soprattutto i contro di ogni singola parola che passa attraverso il tubo catodico e i segni irreversibili che esso può lasciare. Non si è posta il problema che tutti ci si avvicina ad avere una certa età e dunque tutta una serie di patologie che sono i medici a dovere e potere curare, quegli stessi medici che fanno fatica spesso ad andare avanti, che fanno turni faticosissimi e lunghissimi in ospedale, che non hanno ancora un contratto dopo 10 anni e ciò fa si che tanti bravi medici vanno via dal nostro Paese”. “Perché non mettere in evidenza quanta fatica, quante vite vengono salvate ogni giorno, quanta qualità c’è nella sanità italiana, che mette il nostro Paese al terzo posto nel mondo? – chiede Papotto – Perché non ci si preoccupa di pubblicizzare il fatto che se un immigrato che viene da noi e non ha un soldo, non ha un documento ma si sente male, viene curato al meglio e gratuitamente come un qualsiasi cittadino italiano? Ma se noi andiamo negli Stati Uniti e non abbiamo una carta di credito facciamo bene a essere in forma, perché se dovessimo per caso sentirci male non ci permetterebbero nemmeno di varcare la soglia di un pronto soccorso. Non sento mai parlare di tutte le cose buone che i nostri medici fanno quotidianamente con il massimo della serietà e con le risorse che si ritrovano”.

 

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