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SARRI ALLA JUVENTUS. IL PALAZZO È PRESO!

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Maurizio Sarri sarà il prossimo allenatore bianconero con l’obiettivo di conquistare la Champions League.

Si sa che a Napoli il calcio fa parte integrante della vita, ma anche dell’anima del tifoso napoletano per cui la firma di Sarri alla Juventus è stato un brutto colpo.

Nella sua storia la squadra cittadina, nata nel 1926, non ha vinto molto, anzi pochissimo: 2 scudetti, 5 coppe Italia, una coppa Uefa e 2 Super Coppe Italia (e qualche altra coppa). Pochissimo in proporzione all’enorme seguito che accompagna gli azzurri in ogni avventura. Nonostante i pochi trofei il popolo azzurro ha comunque vissuto stagioni entusiasmanti, tra cui ricordiamo gli anni di Vinicio (il primo a portare un gioco da sogno all’ombra del Vesuvio), gli anni di Maradona (di fatto i 7 anni in cui si sono concentrati i titoli di maggior prestigio) e, in ultimo, il triennio di Maurizio Sarri.

Sarri con il Napoli ha raggiunto l’apice assoluto di bellezza calcistica,  è divenuto un nuovo mito, creatore di una filosofia di gioco che ha deliziato il palato dei tifosi del Napoli e di chi ama il calcio in generale. Questa bellezza, entrata nella storia, ha portato alla nascita del neologismo “sarrismo” con particolare precisazione di espressione sanguigna dell’animo popolare napoletano (Treccani).

Con un post sui social, il Chelsea, ha ufficializzato il passaggio di Sarri alla Juventus e, diciamoci la verità, dopo aver traghettato il Chelsea alla vittoria dell’Europa League, il “Comandante” era l’unico che potesse entrare con prepotenza nei desideri della dirigenza bianconera e che avrebbe fatto di tutto per portarlo sotto la Mole.

Dopo tutto quello che ha fatto a Napoli, vestendo con determinazione i panni di “rivoluzionario” per la presa del palazzo, contro il sistema, contro i campionati finiti nelle stanze d’albergo a causa di discutibili decisioni arbitrali che hanno fatto crollare l’ultimo sogno azzurro, i napoletani non lo avrebbero mai immaginato a righe bianconere.

In molti diranno, e dicono: “Ma è un professionista. È giusto che giochi dove può raggiungere soddisfazioni e successi. È inutile e stupido che i napoletani piangano oppure si amareggino per questa scelta”.

Non è stupido. Il popolo napoletano oggi è consapevole dell’ennesima prepotenza. Negli ultimi anni in cui gli azzurri sono riusciti a far qualcosa, hanno prima sottratto Higuain (rilevando anche pedine importanti ad altre squadre, come Pjanic dalla Roma ecc) ed ora, con questo ingaggio hanno distrutto di fatto un sentimento, un legame che aveva portato all’ennesima voglia di riscatto.

È vero, le decisioni sono state prese anche da Higuain prima e da Sarri adesso con le loro scelte, ma oggi si è ancor più consapevoli che la Juventus fagocita tutto, anche il calcio femminile che, guarda caso, da quando ha avuto l’interesse della società bianconera, che ci ha investito, se ne parla sempre di più nei media italiani.

In molti però non sanno o non ricordano dei saccheggi (acquisti dei pezzi migliori di tutte le squadre) che la società bianconera aveva avviato tra le proteste di alcuni dirigenti che da anni lavorano nel calcio femminile, come Cesari il presidente del Brescia Calcio femminile che non vide di buon grado il “terremoto” Juventus che con la sua enorme forza economica e strutturale avrebbe portato di fatto alla morte delle competizioni (dopo aver rilevato il Cuneo, la Juventus è diventata già campione d’Italia per due stagioni consecutive). Ed è quindi che oggi muore il sarrismo.

Sarri diventa l’ennesima metafora dell’emigrante che va lì dove ci sono mezzi e risorse per raggiungere i propri obiettivi di vita, l’ennesima espressione di ciò che viene tolto al sud, l’espressione dell’ennesimo capo-popolo di una rivoluzione che non porta mai a nulla se non all’enorme rabbia (in questo caso sportiva) che forse un giorno sarà quell’ingrediente che accompagnerà, come ai tempi di Maradona (unico vero leader, unico vero condottiero della storia del Napoli), al trionfo.

 

 

 

 




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