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Scoperto a Velia l’antico tempio di Athena con armi ed elmi della battaglia di Alaia

Una scoperta sensazionale che consente di fare luce sulle più antiche e lacunose fasi di vita dell'antica Hyele

Uno degli elmi recuperato durante gli scavi (foto: museopaestum.beniculturali.it)

Resti di un tempio arcaico, dedicato alla dea Athena ed un cumulo di armi tra cui due elmi, uno dei quali di fattura etrusca, forse strappato ai nemici nella battaglia di Alalia combattuta tra i profughi greci di Focea e una coalizione di Cartaginesi ed Etruschi, tra il 541 e il 535 a.C. circa, al largo del mar Tirreno, tra la Corsica e la Sardegna. E’ quanto gli scavi, avviati dallo scorso mese di luglio sull’acropoli del sito archeologico di Velia (Paestum) in Campania, hanno regalato ai ricercatori. Una scoperta sensazionale che consente di fare luce sulle più antiche e lacunose fasi di vita dell’antica Hyele, colonia fondata intorno al 540 a.C. dai coloni Focei, abili e potenti mercanti originari dell’Asia Minore.

“I rinvenimenti archeologici presso l’acropoli di Elea-Velia lasciano ipotizzare una destinazione sacra della struttura” ha dichiarato il Direttore Generale dei Musei e Direttore Avocante del Parco Archeologico di Paestum e Velia, Massimo Osanna. Con tutta probabilità nell’ambiente in cui sono statu effettuati gli scavi, vennero conservate le reliquie offerte alla dea Athena proprio dopo la battaglia di Alalia.

Liberati dalla terra, i due elmi sono ora in laboratorio per essere ripuliti e studiati. “Al loro interno potrebbero esserci iscrizioni, cosa abbastanza frequente nelle armature antiche, e queste potrebbero aiutare a ricostruire con precisione la loro storia, chissà forse anche l’identità dei guerrieri che li hanno indossati. Certo si tratta di prime considerazioni che già così chiariscono molti particolari inediti di quella storia eleatica accaduta più di 2.500 anni fa” ha aggiunto Osanna.

“La struttura del tempio più antico risale al 540-530 a.C., ovvero proprio gli anni subito successivi alla battaglia di Alalia – fa notare ancora Osanna – mentre il tempio più recente, che si credeva di età ellenistica, risale in prima battuta al 480-450 a. C., per poi subire una ristrutturazione nel IV sec. a C. È possibile quindi che i Focei in fuga da Alalia l’abbiano innalzato, subito dopo il loro arrivo, com’era loro abitudine, dopo aver acquistato dagli abitanti del posto la terra necessaria per stabilirsi e riprendere i floridi commerci per i quali erano famosi. E alle reliquie da offrire alla loro dea per propiziarne la benevolenza, aggiunsero le armi strappate ai nemici in quell’epico scontro in mare che di fatto aveva cambiato gli equilibri di forza nel Mediterraneo”.

Gli scavi hanno altresì chiarito la cronologia del principale tempio della città dedicato alla dea Athena. La costruzione del tempio maggiore, almeno di una sua prima fase, deve collocarsi cronologicamente dopo la struttura sacra riportata alla luce in questi ultimi mesi. In seguito, in età ellenistica, l’intero complesso riceverà una completa risistemazione con la realizzazione di una stoà monumentale che cingerà il tempio maggiore e il piano di uso si eleverà a coprire tutte le fasi precedenti.


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